++Il Fantasma Assassino++

 

"Cazzo! Lo sta ammazzando!"
"Dio, quello è pazzo!"
"Smettila, così lo uccidi, lo uccidi!"
"Oh mio Dio!!!"


Jack the Ripper è stato ucciso.

Polly e Shiffy camminano nella cappella bianca.
Senza far alcun rumore,
sta arrivando Jack the Ripper che prende di mira le loro gole.
 

Il sangue tinteggiava le sue mani bianche come l'avorio.
Si asciugò la fronte imperlata di sudore senza distogliere lo sguardo da quel corpo imbrattato di cremisi.
Respirava ancora anche se flebilmente.
Lui alzò il pugno un'altra volta e lo fece cadere sul suo volto.
Gli sfracellò la mascella.
Gli ruppe il naso.
Gli spezzo tre denti.
Lo colpì ancora.
E ancora.
Ancora.
E ancora.
Continuò finché ebbe la forza di alzare il braccio, finché dalle labbra sottili ancora scivolò il respiro divenendo sempre più rarefatto e finchè quel corpo martoriato, ridotto al ricordo di ciò che fu un uomo, avesse continuato a specchiarsi nei suoi occhi.
Tanto chiari da sembrar ciechi.
Tanto belli da sembrar finti.
Occhi di fantasma.
Tanto intensi da sembrare quelli del demonio.
E quegli occhi ardevano di rabbia mentre furioso come una belva picchiava un uomo grande il doppio di lui.
Dietro di lui altri occhi gemelli lo guardavano.
Dolci come quelli di una bambina, limpidi come quelli di una vergine eppure chiari come biglie di vetro.
Occhi di bambola.
C'era da perder la testa per occhi come quelli.
C'era da morire al solo guardarli.
E quell'uomo stava per l'appunto morendo. Era stato punito per aver osato avvicinarsi agli dei e pretendere di insozzare la loro purezza quando non era altro che un misero essere umano.
Il ragazzo si ritrasse.
Stanco.
Soddisfatto.
L'uomo aveva cessato di esistere per lui nell'istante stesso in cui il suo cuore aveva cessato di battere.
Era finita.
Piano si voltò verso lei.
Il suo sguardo ceruleo si sciolse nella tenerezza, la rabbia scomparve, il sorriso incurvò le labbra illuminando il bel viso bianco. Così dolce mentre la guardava con l'affetto di un fratello e l'amore di un amante.
Le urla dei passanti che, inorriditi, avevano assistito alla scena erano svanite, così come le sirene delle volanti furono risucchiate nella sua mente contorta lasciando nient'altro che il silenzio, il vuoto e loro nel mezzo.
Lui e sua sorella.
Gemella.
Identica a lui.
Tese la mancina verso di lei, sfiorando con le dita il suo viso bianco di porcellana. Fu come sfiorare la neve fresca, lo stesso timore di vederla sfaldarsi tra le mani, la stessa paura di poterla sporcare soltanto toccandola.
"E' tutto finito."
Fu lei a parlare.
La voce dolce come il canto di una sirena scivolò ad abbracciare il fratello.
Riscaldandolo.
Tranquillizzandolo come quando da piccolo si rifugiava tra le sue braccia dopo una notte di incubi e lei recitava le filastrocche di Mamma Oca soltanto per lui.
A quel tempo il loro era semplice amore fraterno.
Si sporse verso di lui.
Le labbra morbide e rosse si posarono su quelle di lui e fu come assaggiare la mela del peccato direttamente dalla bocca di Eva.
Circondò il collo del fratello con le braccia esili sentendolo rilassarsi quando il suo corpo lo strinse a sè.
Lui posò il capo tra i suoi seni avvolto morbidamente dalla dolcezza del loro calore.
Macchie di sangue sporcarono l'abito azzurrino della ragazza come avevano sporcato le mani ed i vestiti di lui.
Condividevano la stessa colpa.
Ora come allora.
"Caiss..." chiamò piano lui.
Voce di fantasma, sottile ed ammaliatrice.
"Sì Alexis?"
Voce di bambola, dolce e vellutata.
"Ti amo."
Sorrise il fantasma posando un bacio tra i seni sodi di lei, sulla pelle bianca come il latte scoperta dalla scollatura del vestito azzurrino.
Un altro bacio raggiunse il mento, le guance e poi la bocca sulla quale indugiò.
Un bacio che sapeva di peccato.
E fu lungo.
Passionale.
Un bacio bagnato di sangue.
La lingua di Alexis si fece strada tra le labbra dischiuse di Cassandre.
Divorando quella bocca peccatrice.
Affondando i denti nella mela rossa donata dal Serpente.
Quando si staccò da lei il respiro era diventato affannoso e gli occhi si erano fatti lucidi.
Polle di cielo reso liquido, tanto chiaro da sembrar trasparente.
Tanto chiaro da sembrar inesistente...
"Caiss..." chiamò di nuovo il fratello posando le dita affusolate ai fianchi stretti della sorella.
La gonna dell'abito frusciò alzandosi leggermente e mostrando cosce bianche e snelle.
Le ammirò per un attimo, poi tornò a guardare soltanto i suoi occhi.
Identici ai suoi.
Ed egualmente splendidi.
Come specchi gemelli.
"Canteresti per me?"
Lei sorrise.
Materna.
Suadente.
Dolce.
Sensuale.
Candida.
Impudica.
Come soltanto una creatura del demonio avrebbe saputo fare.
Impura.


Per sempre, comodamente.
Le scale a chiocciola continuano a girare su se stesse.


"Polizia! Presto polizia accorrete, hanno ucciso un uomo!"
"Chi è stato?"
"Il fantasma! E' stato il fantasma!"
"E' stata colpa della Bambola!"
"No, in realtà quella Bambola è una Strega, è stata lei ad ordinare al Fantasma di uccidere quell'uomo!"
"Fantasmi? Bambole? Streghe? Ma che favola è questa, qui si parla di omicidio!"
 

Torte e ritorte, le bambole complottano una rivolta.
Giada, ambra e agata.
 

Un uomo è morto e il suo sangue ridipinge le strade della città.
Un uomo è morto, ucciso per proteggere la Bambola di un Fantasma.
Un uomo è morto ed un Fantasma ascolta con occhi chiusi la canzone della Strega.

 

Queste alici crudeli si aggrappano alle ali delle sirene e alle scaglie di vetro degli angeli.
E sembra che servano soltanto al mare di cellophan e dove dormono i dugonghi.
 

"Mi piace questa filastrocca, è la mia preferita."
Alexis si inginocchiò innanzi alla sorella, come un fedele davanti al proprio dio, abbracciandola alla vita.
Sorrideva.
Felice.
Come lo era solo quando stava con lei.
Perché lei era sua. Sua e di nessun altro. Sua e sua soltanto.
 

"Ti proteggerò per sempre Caiss."
Come quando da piccoli era lei a prendersi cura di lui quando il buio li avvolgeva ed i mostri uscivano dai loro rifugi per andare a tormentarli.
"La mia Cassandre..."
Sorrideva.
Felice.
Mentre sangue caldo di una vita appena strappata colava lungo la sua guancia sporcando entrambi del suo delitto.

 

Gli incubi dai bei colori sgargianti lanciano sul solaio un carillon rotto con una chiave nera.
 

"Eccolo è lui! Il Fantasma!"
"Ti ordino di alzare le mani e consegnarti alla polizia, Fantasma!"
Voci ovattate in un mondo ormai distante.
Il Fantasma non sentiva.
La Bambola continuò a tenerlo stretto a sé, avvolti entrambi nei fili invisibili che la manovravano.
"Alzate le mani! Vi dichiaro in arresto!"
Non c'erano voci oltre quelle di lei che potessero arrivare ai timpani di lui.
Soggiogato dalla Strega.
Perduto in un sogno ad occhi aperti di cui loro soltanto erano protagonisti e comparse.
"Maledizione, alzate quelle fottute mani! Ora!!!"


E si accovacciano versando i peccati sul dorso dei piedi bianchi di un ragazzo, un maniaco visionario, assorto in un gioco proibito.
 

Uno sparo nel cielo.
Una filastrocca lasciata a metà.
Occhi di fantasma riempiti di geloso furore posati su uomini in divisa.
Occhi di bambola nascosti dietro biglie di vetro.
Ed un sorriso che andava incurvandosi all'ingiù.
 

Poi gli scavano crudelmente le sue spine aguzze e trasparenti.
 

"Nessuno può toccare mia sorella."
L'aveva detto anche a quell'uomo quando, traballando ubriaco, aveva allungato le mani tozze e sporche verso il corpo troppo candido di Cassandre.
"Guai a chi la toccherà!"
Aveva urlato anche questo a quell'uomo e quello di tutta risposta si era messo a ridere.
Si divertiva.
Lo sbeffeggiava.
Ma adesso era il suo sangue a sporcare il bel viso candido del Fantasma.
Ora non rideva più.
"Ti avverto ragazzo. Non costringermi a sparare!"
"State lontani da noi!!!"
"Noooo!"
 

Mamma Oca dell'ora tredicesima, persa in un labirinto del tempo, la porta non si apre più.
 

Di che colore è il sangue dei fantasmi?
Che sapore hanno le lacrime delle bambole?

 

E mai nessuno se ne accorgerà.
 

THE END

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Ispired by The Doll and The Ghost © Jemei

Mother Goose rymes isn't under my ©

Alexis Kairi Souma & Cassandre Saiyuri Souma © Toy & Jemei

 

-Commento dell'Autore-

Quando ho letto la bellissima fic The Doll and The Ghost di Jemei non sono riuscita a non scrivere a mia volta una fic su Alexis e Cassandre. Mi piacciono questi due perchè sono folli ed io amo la follia, il loro amore viene sempre portato all'esasperazione, al limite, forse anche e soprattutto perché si parla di incesto *love-incest-love*.