+†+Untitled+†+
.†.Something.†.
- Se non avessi conosciuto prima lui
sarebbe stato diverso? -
- Immagino di no. E se tu non avessi conosciuto prima lui,
sarebbe cambiato qualcosa? -
Sbadigliando stancamente incroci le braccia sotto la nuca, cercando di
ritagliare un po' di spazio per te, anche ora che il tuo corpo è
praticamente addossato al suo.
- Sì. Sicuramente. -
- Mhm? -
- Adesso non saremmo qui a parlarne ma staremmo facendo sesso... e tu
blatereresti ancora che, nonostante tutto, di me non te ne frega un cazzo.
-
Non ti regala alcun sorriso questa volta e tu non te lo aspetti.
Si limita ad accendere l'immancabile Mild Seven tra le labbra, socchiudere
occhi nati dal peccato e perdersi in un'analisi più o meno approfondita
della tua frase. Quindi, con una lentezza misurata, poggia il capo al
cuscino che condivide con te, essendo l'unico della stanza.
Dopotutto il sesso sembra essere l'unica cosa che, comunque, non
mancherebbe nella vostra relazione.
- Preferisci che menta e ti dica che ti amo? -
Con un movimento quasi invisibile gli sfili la sigaretta dalle labbra
aspirandone il fumo e trattenendolo in bocca per qualche secondo.
Non capisci proprio come a quell'uomo possa piacere. E sì che nel mondo i
fumatori non mancano!
- Che importa? Loro ci sono e sono arrivati prima, i
sentimentalismi lasciamoli a chi li può apprezzare. -
Non saprai mai che sapore abbiano quelle parole sulla sua bocca.
Non che conti realmente qualcosa.
Essere privi di sentimenti avrà pur i suoi vantaggi.
- Allora basta parlare inutilmente. -
Sorride mentre le sue labbra scorrono in una scia umida al tuo collo,
succhiandolo e lappandolo per lasciare il marchio del suo passaggio mentre
le mani hanno già cominciato a seguire le linee perfette dei tuoi muscoli.
E, da qualche parte, ti sei convinto che anche questa è la dimostrazione
di qualcosa.
Non t'interessa cosa sia.
Basta che sia per te.
†THE
END†
.†.Eagerness.†.
Quando si accorse di quello che quel contorto ragazzo
gli aveva fatto era troppo tardi.
Gli era entrato dentro, scavando a fondo nella sua stessa marcia essenza,
estendendo le proprie radici ed arpionando i brandelli di un anima deforme
con uncini di metallo dorato.
Nella testa, che non pensava ad altro e inondava di sogni le sue notti
insonni.
Nel corpo, che aveva imparato a memoria come far vibrare un ragazzo di
diciassette anni con una sola languida carezza, più provocante delle
altre.
E, questa volta, non sarebbe bastato una botta e via per togliersi dalla
mente quel pensiero ormai attecchito troppo in profondità.
Ossessione.
Non era solo quello.
Desiderio incessabile. Incancellabile.
Irresistibile.
- Perfetto sei in casa, Sakurazuka. - lo guardò parlargli con la stessa
sfacciataggine con cui era entrato nella casa dell'Assassino - Ho fame,
preparami qualcosa. -
Folle ragazzino.
Non sprecò parole, non sprecò un solo istante di più ad attendere quel
fottuto marmocchio.
La bocca ricercò la sua, le mani scorsero al suo corpo perfetto, la gamba
spinse tra quelle del più giovane strappandogli vittoriosa l'unico gemito
di piacere che avrebbe ottenuto spontaneamente.
Quando si accorse di quello che quel ragazzo gli aveva fatto...
...ormai non poteva più farne a meno.
†THE
END†
.†.Spettro.†.
Acqua salata tra le
labbra screpolate.
Profumo pungente del sangue incrostato ai capelli mentre caldo continuava a
leccare la fronte creando scie purpuree su quella pelle serica.
Attraversavano gli occhi, screziando l'unica polla di smeraldo fuso,
mesciandosi alle lacrime.
Un singhiozzo scomparso in gola insieme alla voce, scappata col suo cuore
per poi scivolare in un inferno di consapevolezza e colpa.
Aveva ancora le dita affondate in quella calda carne.
Gli occhi sbarrati bruciavano.
Il suo corpo tra le braccia.
Macellaio del suo amore.
Uccisore dell'assassino.
Vittima di un finto odio.
Sette anni d'attesa e la fine che cercava gli era piombata davanti
schiaffeggiandolo, riempiendolo di beffe ora che aveva distrutto tutto con
le sue mani. Tutto. Ogni cosa che avesse senso.
Affondò il capo alla spalla dell'uomo esangue, dimentico dello stato
precario del ponte su cui si compì il fato, tomba di lacrime e sangue,
falsità ed egoismo.
Crollò tutto insieme a quel ponte.
Un cadavere che fino all'ultimo lo aveva imprigionato nella sua rete di
menzogne.
L'assassino che odiava.
L'uomo che amava.
Se stesso.
Tutto quanto.
Non ne sopravvisse che un fantasma.
Non più vivo. Non morto.
Unicamente spettro del suo amore.
†THE
END†
.†.Looking a soul.†.
Sondare l'anima di quell'uomo era come
vagare alla cieca sotto pioggia acida abbracciato dal tanfo della morte.
C'erano maschere ovunque.
Maschere nere dagli occhi ferini.
Maschere bianche dagli occhi ciechi.
Maschere deturpate e maschere tagliate a metà insieme a volti bruciati
dalle fiamme.
Sorridevano sprezzanti sputandogli addosso mandorle e veleno.
Dietro ogni angolo mani fredde fatte di rami di ciliegio lo graffiavano
nel tentativo di strappare carne da quel corpo slanciato.
Sotto ogni scala spettri di tenebre stritolavano le sue gambe cercando di
spezzarle.
E sopra la sua testa una luna purpurea si sfaldava lentamente piangendo
sangue che colava su di lui marchiando a fuoco la sua pelle.
Rischiava di rimanervi imprigionato.
Rischiava di farsi trascinare a fondo in quel pozzo che rigettava
oscurità.
Cadde inginocchiato a terra.
Sentì la mano dell'uomo sfiorargli il petto. Soltanto una percezione. Gli
occhi erano chiusi dopotutto.
Le dita si strinsero, le unghie penetrarono nella carne affondando fino al
cuore.
Il dolore divenne più che una percezione.
Realtà.
Sputò sangue.
- Non amo che si infranga la mia privacy. - sibilò al suo orecchio e
affondò un morso nel collo liscio dissetandosi del suo sangue.
- Non dimenticarlo... - un bacio lo raggiunse. Violento e veemente. Prima
di liberarlo dalla stretta.
- Kamui. -
†THE
END†
.†.A day, no project.†.
- Che sorpresa, oggi
non vai a tormentare l'amichetto del cuore? -
Il Dark Kamui rise facendo il verso a Seishirou.
- E tu, nessun omnyouji Occhi-verdi da torturare? -
L'uomo si accomodò al divano accavallando le gambe, la coda dell'occhio
sano scivolò sulle forme del giovane, soffermandosi al contorno delle
labbra leggermente schiuse.
- Tou-chez. -
- Niente lavoro? - Fuuma si era avvicinato allo schienale, poggiandovi le
mani che, non certo accidentalmente, sfiorarono le spalle dell'Assassino.
- No. -
- Progetti? -
- Nessuno. -
Seishirou si voltò, guardandolo meglio.
Gli occhi dell'altro si assottigliarono, ferini ed intriganti.
Sapeva cosa sarebbe venuto poi.
- Sesso? -
Sorrise leccandosi le labbra.
- Vada per il sesso. -
Giornata interessante dopotutto.
†THE
END†
.†.Where's my gel?.†.
Fuuma uscì dal bagno puntando lo sguardo
ambrato nella sala.
Seishirou ricambiò lo sguardo inarcando curioso un sopracciglio.
- Te ne sei dimenticato, eh? -
L'uomo aggrottò la fronte.
Evidentemente non aveva idea di quale fosse l'argomento di conversazione.
- Non trovi che ci sia qualcosa di diverso in me? -
- No. - affermò semplicemente.
- I capelli, Sakurazuka. Non hai comprato il gel! -
- Oh. Bè, se esci così posso assicurarti che nessuno farà caso ai tuoi
capelli. - affermò l'uomo con un delizioso ghigno malizioso mentre fissava
molti centimetri più in basso dei capelli.
Fuuma seguì lo sguardo.
- Ah, ecco cos'altro volevo chiederti: un asciugamano... -
†THE
END†