|
+†+Don't touch my Syou+†+ "Capelli a posto. Camicia ben infilata nei pantaloni. Cintura allacciata. Cinturino... Ehm.. Cinturino... Ma dove l'ho messo? Ah, sì, eccolo e ben legato al collo! Ok! La storia può iniziare!!! Ciao a tutti, il mio nome è Shou Hamura, ho quindici anni, un fratello gemello, un sacco di amici e tutta una vita davanti! Ah, ovviamente come tutti i coetanei ho anche io una persona di cui sono innamorato, ma, visto che mi vergogno, il suo nome lo terrò per me, e poi non serve per questo compito.. o almeno credo. Bè, che dire altro di me... frequento il club di kendo e... ehm... vediamo... mi piace un sacco il cioccolato!!! Ma forse a voi non importava molto... Uffa... allora... Bho..." "Hamura-kun, ma hai finito con quel registratore? Guarda che ormai è ora di pranzo! E muoviti che a quella roba ci pensi dopo!" "Sì, arrivo, un attimo. Uffa, e ora come si fa a mettere in pausa sto affare? Ah, sì, ecco!" "Shou, ma ci sei?" "Sì, sto arrivando! Eccomi!" Clic... ... Bzzzzzz... Clic... "...ohb.arolla.affu.oltomavatropminoniovaesrofam..." Bzzzz... Clic... "Ah, ovviamente come tutti i coetanei ho anche io una persona di cui sono innamorato, ma visto che mi vergogno il suo nome lo terrò per me, e poi non serve per questo compito!" Clic... … La mano che si era mossa a riaccendere il piccolo registratore posato sul banco lo spense, assicurandosi che fosse lasciato nello stesso punto in cui lo aveva trovato e, con passo celere, si apprestò ad uscire dall’aula sicuro che nessuno lo avesse notato. Domandandosi perché si era fatto prendere dalla curiosità di sapere cosa Shou avesse potuto incidere su quel nastro. Di sicuro non si aspettava altro. Una presentazione degna di quel ragazzo. Era quella strana e particolare “dichiarazione” che lo aveva scombussolato. Ma perché caspita aveva voluto tanto accendere quel registratore? Che gliene importava a lui? Una smorfia sul viso tradiva i suoi pensieri e bofonchiando qualcosa tra sé e sé uscì anche lui dall'aula, seguendo il percorso di Hamura, fino in mensa. "Sena, siamo qui!" Udì, poco prima di entrare e venir investito da un intenso odore di patate e carne arrosto. Più silenzioso del solito si sedette ad uno dei tavoli liberi, rimuginando per i cavoli suoi, senza nemmeno sentire la voce di Sion che si rivolgeva a lui. Non lo vide neppure. Era talmente immerso nei suoi pensieri che ogni parola che proveniva da fuori era come aria invisibile e a malapena arrivava fino alle sue orecchie, un muro divenuto ora invalicabile. Con le braccia incrociate al petto fissava la lunga tavolata in cui aveva trovato posto, schiudendo le labbra come se, presto o tardi, avesse pronunciato una di quelle formule ammazza-demoni che tanto divertivano i suoi compagni. Non sarebbe stata una cattiva idea. Poteva essere un ottimo sfogo... per che cosa ancora non lo aveva chiaro, ma non era un'idea malvagia, questo no. Soltanto dopo molto Sion decise di lasciarlo solo e aggiungersi ai ragazzi che lo aspettavano dall'altra parte della mensa, proprio sotto la finestra in cui Pii si era appoggiato e cinguettava festosamente. "C'è qualcosa che non va?" domandò Sena indicando il giovane da cui Sion si era appena separato. L'uomo scrollò le spalle ignorando il motivo del silenzio del suo pupillo. Da un po’ di giorni a quella parte era più strano e introverso del solito. "Gli parlerò dopo." "D'accordo." Seduti l'uno accanto all'altro Shou e Kai osservavano con occhi curiosi il cugino che aveva deciso ancora una volta di starsene in disparte. Bisbigliavano tra di loro chiedendosi come mai quel tipo lì fosse sempre così mogio a scuola e se soprattutto fosse capace di parlare. Non l'aveva mai fatto da quando lo conoscevano o, perlomeno, non aveva pronunciato più di tre parole in fila. Parole solitamente sempre uguali a quelle della frase precedente: "Lasciami in pace...". Eh, già, non aveva molta fantasia quell'Ousaka. Toccandosi distrattamente il cinturino che aveva legato al collo Shou sorrideva rivedendosi nella mente l'ultima volta che gli aveva parlato, l'ultima volta in cui Ousaka gli aveva rifilato quella frase insomma. Era un po’ monotono forse, ma non sembrava un cattivo ragazzo... Ampliò il sorriso rendendolo più intenerito quando si accorse che il cugino aveva curiosamente passato la lingua sulle labbra. No, non era di certo un cattivo ragazzo! "Sensei, a Ousaka-kun piacciono le patate arrosto?" Sion fissò stupito il biondino che aveva appena parlato e sei paia di occhi furono posati sul ragazzo che, con espressione allegra, attendeva fiducioso una risposta. "Ecco... Sì, di solito le mangia volentieri. Ma..." Avrebbe voluto aggiungere un "Perché?" alla fine di quella frase, ma Shou fu più veloce di lui. Afferrato il piatto fumante davanti a sé, che ancora non aveva toccato, si alzò dal tavolo trotterellando felice verso i posti vuoti accanto a Chris. Nessuno si era voluto sedere accanto a lui, faceva troppa paura con la sua aria sempre seria e arrabbiata, e poi tutte le volte che qualche povero sfigato gli si avvicinava quello lo trattava a pesci in faccia rifilandogli un'occhiataccia storta, che poi era soltanto la sua solita espressione... Shou si guardò in giro prima di sedersi di fronte al ragazzo solitario. Era meglio assicurarsi che quei posti fossero effettivamente liberi, eppure le facce sconvolte dei compagni dicevano tutte una cosa sola: "Ma sei scemo??? Che cavolo stai facendo?!? Presto allontanati da lì!!!". Mha! A quanto pare erano davvero liberi. "Ousaka-kun, questo è per te." Spostò il piatto sotto il naso di Ousaka, per fargli meglio capire che era con lui che parlava. Chris alzò gli occhi incontrando gli smeraldi luminosi di Shou e il suo sorriso così felice e ansioso. A guardarlo meglio quel ragazzino stava praticamente... scodinzolando! Con la stessa velocità e interesse con cui aveva alzato il capo, lo riabbassò osservando il piatto che gli era stato porto. "E questo che sarebbe?" domandò a bassa voce, persino il cugino, a così poca distanza, faticò a comprendere la domanda. "Sono patate arrosto! Non ti piacciono forse?" "Non ho detto questo." "Ah, bene, allora ti piacciono!" Chris tacque, infondo aveva già parlato troppo rispetto ai limitati canoni giornalieri che si prefiggeva. Studiò ancora per qualche secondo le patate dorate che sembravano chiamarlo per invogliarlo ad assaggiarle e, con diffidenza e poca voglia collaborativa, prese in mano la forchetta sfiorando con le punte la cibaria. Sembrava buono. Quando le labbra si schiusero per assaggiarne un pezzo, Shou stava addirittura trattenendo il fiato e, con lui, tutta la mensa immersa in una tacita attesa per quell'evento cosmico rappresentato da Ousaka. Con appetito mise in bocca un boccone più grande terminando in pochi minuti il pasto che Shou gli aveva portato. Quando si accorse che il ragazzo aspettava anche i suoi apprezzamenti riguardo al cibo, allontanò il piatto ormai vuoto da sé e, con espressione interrogativa ricambiò lo sguardo dell'altro. "Ehm..." iniziò allora Shou. Chris non si mosse. "Bè..." Shou pensò ad una domanda qualsiasi da porgli per istaurare un qualche dialogo che fosse durato più dei soliti tre secondi, ma la faccia inespressiva del cugino non sembrava molto predisposta a parlare. "Grazie." disse all'improvviso Chris con stupore generale. Per lo stupore nato da una frase del genere Shou rimase a bocca aperta per lungo tempo, senza accorgersi di quella posa assolutamente stupida che attirava l'ilarità dei presenti. Ovviamente nessuno si era perso un solo battito di ciglia e i ragazzi avevano iniziato a parlottare tra di loro indicandoli di volta in volta con alto interesse. "Prego!" esclamò poi il biondino uscendo in parte dal suo stato di rincoglionimento parziale. Al settimo cielo, quasi non si accorse che il cugino si era alzato. Sorridendo come un ebete annuiva vistosamente compiaciuto di quel "grazie" che si era meritato. Era stato bravo, era stato proprio bravo, disse a sé stesso alzandosi a sua volta in un movimento automatico che ricalcava quello di Chris. Soltanto con la comparsa di Kimura si accorse che il suo seguire il ragazzo non aveva molto senso. "Kaoru!" affermò vedendolo appena in tempo per evitare di cadergli in braccio. "Ciao, hai già finito di pranzare?" Il più piccolo annuì mentre Chris fermava la sua uscita e temporeggiava sulla porta, dando le spalle ai due che avevano iniziato un'amichevole conversazione. Ben presto vennero raggiunti anche da Sena, Sion e Kai, ma l'aria "troppo confidenziale" che c'era tra Shou e Kaoru non accennò a diminuire, anzi, aumentò una volta che il biondino scoppiò in una genuina risata avvicinando la fronte alla spalla dell'altro, più alto di lui di qualche spanna. Con la coda dell'occhio Chris li spiò serrando i denti al sorriso beota che Kaoru si era stampato in faccia. Che aveva tanto da sorridere quello? E poi perché Shou non gli rifilava un bel calcio nelle parti basse? Cazzo, gli stava anche troppo vicino quel maledetto! Poi, come un fulmine a ciel sereno parole pronunciate dalla stessa voce del biondino solcarono la sua mente... "Ovviamente come tutti i coetanei ho anche io una persona di cui sono innamorato..." Quel bastardo figlio di buona donna!!! Che stesse davvero parlando di Kimura?!? Il suo corpo si mosse di conseguenza, non ebbe nemmeno il tempo per pensare prima di agire. Le lunghe gambe avevano fatto dietro front e, frappostosi tra Kaoru e Shou aveva poggiato una mano sul braccio di quest'ultimo lasciando il gruppo in un silenzio generale dettato dal suo gesto improvviso. Un'ultima occhiata di sbieco al brunetto bastardo e le sue labbra premettero su quelle di Shou rubandogli un bacio, facendo ricadere la mensa nel caos. Premeva ancora sulla bocca del ragazzo, passandovi sopra con la lingua per assaggiare meglio il sapore, infilandola nella fessura del suo antro, esplorandolo a fondo in una passione crescente. Aveva persino dimenticato di trovarsi ancora nella mensa della scuola, in quel momento per lui esisteva soltanto la bocca di Shou: le sue labbra morbide, il suo sapore dolce e la sua timida lingua che ricambiava il bacio. Socchiuse gli occhi alzandosi soltanto di qualche millimetro dal più piccolo, il loro respiro ancora si confondeva l'uno con l'altro e le labbra dell'altro erano protese verso le sue, dispiaciuto per lo spezzarsi di quel momento in cui per un attimo gli era sembrato di toccare il paradiso. "Ciao." Soltanto un ciao da parte di Chris, e se ne andava, ben contento di aver dato ufficialmente inizio alla guerra contro Kimura, abbandonando il locale scolastico in pieno subbuglio, un subbuglio che comunque non sarebbe mai potuto arrivare all'enorme confusione che era diventata la testa di Shou. Domande su domande affollavano la sua mente, mentre il sapore di Chris era ben marcato nella sua memoria. "Che tipo spavaldo il tuo ragazzo." affermò ad un certo punto Kaoru, ricevendo un'occhiata pressoché imbarazzata da parte del biondo ragazzo. "Eh?!?!? Il mio... Il mio...?!?!?!?" Kaoru sorrise divertito al viso purpureo dell'altro e dietro di loro Kai, Sena e Sion erano rimasti sconvolti. "Non posso crederci..." mormorò con un filo di voce Sion, rivolto verso Sena mentre gli chiedeva se anche lui avesse assistito a quella scena stupefacente, ed interessante sotto certi punti di vista, o se si fosse svolta soltanto nella sua testa, ipotesi che avrebbe preferito non sapere vera per non dover essere costretto a frequentare un buon psicanalista... Naturalmente anche Sena aveva visto le sue stesse cose. "Ah, i giovani d'oggi. Non hanno più un minimo di pudore, eh, Sena?" Il rosso tolse dalla propria spalla la mano che Sion gli aveva posato sopra e scosse la testa con fare indignato. "Non parlare come se fossimo entrambi dei vecchietti!" Ma tra tutti i presenti nella mensa non si fece altro che parlottare di quello che era appena accaduto e l'imbarazzo di Shou cresceva sempre di più fino ad esplodere in una fuga strategica che lo condusse nelle proprie stanze. "Ehi, Shou, ma dove corri?!?" Non ascoltò nemmeno la domanda più o meno legittima del fratello, correndo per le scale che conducevano ai piani superiori entrò nella propria camera e sbarrò la porta, lasciandosi ricadere sul letto per abbandonarsi in profondi sospiri cercando di riprendere il fiato e il normale battito cardiaco. "Kai, dov'è sparito Shou?" Sena lo raggiunse sul corridoio in cui le aule erano ancora vuote. "Umpf!" Ma il ragazzo non lo ascoltò nemmeno, con una sbuffata si avviò anch'egli verso le scale sebbene, a differenza del fratello, le scese per uscire all'aria aperta e portarsi in cortile in cui lo raggiunse la vocina di Anri. "Mi... Misonou..." Si fermò a guardarlo seccato. "Scusa se te lo chiedo ma..." il viso del giovane era un misto tra stupore e terrore, tra shock e incredulità. Quasi non sapeva se essere felice per quello che aveva visto o se preoccuparsi. "Che c'è?" "Bè, ecco, Ousaka... è successo qualcosa ad Ousaka-kun?" Il viso del piccolo Chikura mostrava così apertamente i suoi pensieri che aveva praticamente scritto sulla fronte "Ho visto Ousaka-kun sorridere tra sé e sé... E' un miracolo!!!". Peccato solo che, per un certo Misonou, erano affari che non lo riguardavano, perciò superò il compagno senza nemmeno degnarlo di una qualche risposta, lasciandolo lì nella sua povera ignoranza e nelle sue mille domande. Con aria minacciosa si portò verso un gruppo di alberi più separati dagli altri sedendosi sull'erba umida. Era nervoso. Sperò per cui che nessun seccatore gli si avvicinasse troppo, ma già sapeva che nessuno sarebbe stato così stupido. Soltanto una persona. Ma lui era l'unico che poteva osare tanto quando era in quello stato, per questo aveva deciso di uscire ed aspettarlo lì, perché sapeva che sarebbe arrivato. "Misonou." Difatti non dovette aspettare molto per sentire il suo nome pronunciato da un ragazzo dalla scura capigliatura che si posizionò in piedi davanti a lui. "Ciao." bofonchiò Kai. Il ragazzo sorrise inginocchiandosi per poter sfiorare con la mano i lunghi capelli biondi dell'altro. Li accarezzò a lungo senza parlare, divertendosi a guardarli passare senza fatica tra le dita lunghe che venivano inondate da tutta quella morbida seta. E il broncio di Kai si accentuò. "E' successo qualcosa?" gli venne chiesto. "Chris si è messo a baciare Shou davanti a tutti." "E... è una cosa sbagliata?" "Ma che ne so, chi se ne frega!" "E allora perché sei arrabbiato?" "Così." Il discorso aveva avuto termine e Nagi ne era uscito più confuso di prima. A volte Kai sapeva essere davvero incomprensibile. Una sottile risata sfuggì dalle sue labbra e il biondino lo fissò come se volesse morderlo. "Scusa, non stavo ridendo di te." disse tranquillamente prima che il braccio dell’altro si spostò al bavero della sua divisa. Si lasciò docilmente tirare verso Kai senza la minima preoccupazione finché il suo fiato caldo non gli soffiò sul viso. “E adesso se non mi baci mi incazzo davvero.” Fu l’ultima frase che pronuncio Misonou poi la sua lingua fu occupata in ben altri movimenti che riguardavano anche Nagi, e in un bacio ardente persero la cognizione del tempo, ritrovandosi a rotolarsi sull’erba verde tentando di volta in volta di stendersi sul corpo dell’altro, in una guerra passionale che gli spogliò di ogni freno inibitore. E se Shou avesse potuto assistere a quello spettacolo proibito avrebbe subito un infarto al pensare cosa può nascere da un solo bacio. Non che le sue fantasie si allontanassero di molto dagli abbracci, dai baci e dalle carezze dei due. Vagando come un’anima in pena nei pochi metri della sua camera, aveva ormai lasciato un solco profondo ore e ore di cammino. E intanto non era riuscito a darsi pace. Chris lo aveva baciato, eccome se lo aveva baciato, ma questo ormai lo avevano capito tutti. Il punto era un altro. Lui aveva ricambiato quel bacio, e il tutto era durato persino troppo poco, troppo presto si era dovuto svegliare da quel sogno ad occhi aperti che era stata la bocca del cugino. Ma anche questa volta il punto non era questo. “E ora come cavolo faccio a chiedergli una cosa del genere?!?” Il suo urlo disperato era arrivato ancora prima dei suoi pensieri, ma l’insistente bussare alla sua porta divenne il vero problema, aggravato una volta che, aperto, si ritrovò davanti gli occhi più splendidi che lo avessero mai guardato. L’oro e lo smeraldo lo fissavano mentre Chris, in piedi sull’uscio gli porgeva il piccolo registratore che aveva recuperato dall’aula in cui il mattino si era tenuta lezione. “Hai dimenticato questo.” Shou lo fissò a lungo, senza dire una parola, arrossendo fino alla punta delle orecchie e, se possibile, il giovane principe di Wien pensò che fosse ancora più bello. “Grazie.” Riuscì a dire dopo molto, ma ancora dovettero rimanere per qualche lungo minuto in piedi a fissarsi l’un l’altro. Non che la cosa dispiacesse poi tanto al biondino, ma sicuramente il cugino aveva qualcosa di meglio da fare che stare lì come una statua di sale. Avrebbe anche potuto approfittare della sua presenza per chiedergli quella “cosa” per cui si era dato pena tutto il pomeriggio. Oppure no… Ci pensò su, notando che Chris aveva iniziato nervoso a mordicchiarsi il labbro inferiore, come se fosse in attesa di qualcosa che ancora non riusciva ad afferrare. Lo faceva spesso, tutte le volte in cui la sua indecisione diveniva palese, allora i denti iniziavano a torturare quelle labbra invitanti e il respiro di Shou diveniva sempre più irregolare. “Ousaka-kun…” “Ho ascoltato il nastro.” Per un momento tutto si immobilizzò, come gli occhi sbarrati di Shou e il rosso accesso che iniziava a colorargli le gote, colore che ormai stazionava anche fin troppo spesso sul suo bel volto. “Eh?” domandò stupidamente. “Ero curioso e l’ho ascoltato.” Non c’era niente di male in realtà, ma era chiaro che l’imbarazzo del biondo era diventato un riflesso condizionato, persino per una sciocchezza del genere. “Ah… Ehm… Bè, era per il compito di lunedì… Il prof ha detto di portare un progetto sull’istituto e sui ragazzi che lo frequentano… Ho pensato che… bè… visto che anche io sono uno studente di questa scuola potevo… Ehm… Bè… sì, insomma…” La sua divenne una lunga frase che non ebbe mai una fine e fortunatamente Chris non era intenzionato ad ascoltarla tutta. “Non si tratta di Kimura, vero?” Ancora una volta Shou rimase a bocca aperta, questa volta però la domanda che ne derivò era del tutto giustificata sebbene la cosa iniziava a prendere una piega un po’ ripetitiva. “Eh?” “Quello di cui sei innamorato.” “Eh?!?” Non ebbe risposta. Poi, lentamente, si ricordò di quello che lui stesso aveva inciso nella registrazione e con grande sforzo di volontà non scoppiò a ridere in faccia ad Ousaka, riuscendo a scuotere vigorosamente il capo. “Ah.” Fu l’unico commento che Chris si lasciò sfuggire, dopo di che non attese oltre ed entrò nella stanza senza aspettare un qualche permesso da parte del suo inquilino. Era già fin troppo snervante starsene lì a fare domande idiote e scoprire che aveva sbagliato su tutta la linea, se poi gli toccava pure dare spettacolo in corridoio sarebbe stato il colmo! Si sedette sul letto appoggiando le mani al materasso, iniziando inconsciamente a fare piccoli salti rimbalzando sulla sua morbidezza e, ancora, le sue labbra venivano torturate dai denti. “Ousaka-kun…” “Mi chiamo Chris.” Shou si avvicinò, rimanendo in piedi di fronte a lui. “Chris… oggi in mensa… ehm… perché mi hai baciato?” Chris sollevò il capo per incontrare lo sguardo smeraldino dell’altro. “Non ti è piaciuto?” “No, non volevo dire questo!” “In Francia il bacio viene usato anche come un saluto.” “In Francia…?” “Sì. In Francia.” “Ma qui non siamo in Francia…” “Lo so.” Il discorso iniziava a prendere una piega del tutto bizzarra. Francia, saluti, baci… ma che razza di senso aveva?!? E adesso magari si sarebbe messo a rifilargli la storia di come è nato il bacio, di come era visto dagli antichi babilonesi o chissà quali altre panzanate. Chris si passò una mano tra i chiarissimi capelli. Ma chi glielo faceva fare di inventare giustificazioni per quello che aveva fatto?!? Era andato lì per uno scopo, no? E che si decidesse! Preso un profondo respiro sfiorò con le lunghe dita il braccio di Shou, percorrendo la stoffa della sua divisa per scendere al dorso della mano e stringerlo. Il resto fu come lo svolgersi di un bel sogno: aprì la bocca per parlare tirando leggermente l’altro a sé, Shou lo guardò pendendo dalle sue labbra e… la porta della stanza sbatté brutalmente annunciando l’entrata di qualcuno. Un sogno distrutto proprio sul più bello seguito da un brutale risveglio. “Chris, ti ho cercato dappertutto!” esclamò Sion con le mani ai fianchi e lo sguardo severo che puntava sul ragazzo più grande. Non si preoccupò nemmeno di scoprire se quello fosse stato un momento poco opportuno per fare la propria apparizione, era già tanto che avesse fatto lo sforzo di immaginare che il ragazzo si trovasse lì e raggiungerlo. Non importava nemmeno se ora quello sciocco lo fulminasse con lo sguardo, una volta che fosse tornato nelle sue stanze lo avrebbe sgridato per bene quel piccolo ingrato. “Ti sei messo a farmi richieste strampalate pretendendo che facessi in un baleno e ti permetti pure di non aspettarmi. La prossima volta che mi chiedi un favore dovrai supplicarmi per almeno mezz’ora, viziato che non sei altro!” Shou alternava occhiate al professore e al compagno di scuola, senza capire molto di quello di cui parlavano. Poi qualcosa venne lanciato tra le mani di Ousaka e Sion puntava il dito contro di lui. “E ringraziami signorino.” “Sì, sì, grazie Sion, ora però se ci lasciassi…” Ma sentitelo il principino! Ingrato, doppiamente ingrato! Borbottando a voce bassa Sion richiuse la porta con violenza tornando alle proprie pratiche di professore, sperando di incontrare Sena e sfogarsi con quel poveretto per la fatica che gli toccava fare allevando un moccioso come il suo adorato principino. Adorato sì, ma che nervi che gli faceva venire alle volte! Il viso senza particolare espressione di Chris non cambiò, nemmeno una volta che Shou gli chiese che cosa Sion gli avesse tirato. Alzando verso il cugino un paio di barrette di cioccolato osservò l’altro avvicinarsi con fare curioso. “Una è tua.” “Davvero?” “Sì.” Ci volle un po’ prima che il più piccolo si decidesse ad afferrare il piccolo tesoro che gli veniva offerto, ma, una volta tra le sue mani i suoi occhi si illuminarono e un’enorme sorriso dipinse il suo volto. “Grazie!” Scartò con perizia chirurgica lo scurissimo cioccolato fondente e lo addentò godendo della sua bontà, imitato da Chris che non distoglieva lo sguardo da lui. Il più piccolo finì di gustarlo prima dell’altro, leccandosi le dita per prolungare il piccolo peccato di gola e subito si accorse che il cugino aveva infilato tra le labbra l’ultimo boccone della propria barretta, e metà sporgeva seguendo su e giù i movimenti della sua bocca. Shou lo fissò come incantato, leccandosi le labbra al pensiero di quell’ultimo pezzo di cioccolato, al pensiero di assaggiarlo insieme alle labbra di Chris. Tutto il pomeriggio si era tormentato per mettere insieme una frase decente da rifilargli solo per chiedergli un altro bacio, bè, magari anche qualcosa più di un bacio ed ora, la sua bocca si era avvicinata automaticamente a quella dell’altro, sfiorando con i denti il cioccolato, assaporando il gusto dolce e amaro allo stesso tempo. Socchiuse gli occhi perdendosi nella sensazione che stava provando, poggiando una mano sul materasso, tra le gambe di Chris mentre il cugino lo tirava a sé e lo faceva sedere a cavalcioni sulle proprie gambe. Le mani del più grande scorrevano curiose sulla schiena dell’altro, scivolando silenziose sotto la casacca della divisa, sfilandola con facilità dai pantaloni. Li slacciò anche, per avere maggiore accesso al corpo che lentamente si riscaldava sotto al suo tocco, e bruciava insieme al suo fondendo i loro respiri per trasformarli in ansimi e gemiti di piacere. I capelli biondi di Shou gli solleticavano la fronte, percorse la sua guancia lasciando piccoli e umidi baci fino al collo in cui il cinturino disturbava la sua discesa. Con la sua poca lucidità momentanea riuscì a slegarlo proseguendo ad assaggiare la pelle liscia e morbida del ragazzo, mordendola e leccandola in un percorso che conduceva al suo petto, ai capezzoli turgidi che iniziò a succhiare avidamente mentre Shou si inarcava e brividi di piacere lo percorrevano lungo la schiena. La casacca scivolò giù dalle spalle esili del ragazzo, seguita subito dalla camicia e i sospiri del giovane biondo si fecero sempre più ravvicinati, mescolandosi al nome di Chris sussurrato dalle sue labbra. Con forza strinse le mani alla sue spalle quando il più grande infilò le dita al di sotto della stoffa dei pantaloni e un urlo strozzato si perse nella stanza. Chiuse gli occhi abbandonandosi alle carezze maliziose del suo compagno, ma una voce che non apparteneva a nessuno dei due si frappose ai loro ansimi. “Ops.” Shou non se ne accorse nemmeno, dando le spalle alla porta, aveva cinto in un abbraccio il corpo del cugino, ma era proprio Chris ad essersi fermato. I suoi occhi avevano notato lo spostamento della porta che si socchiudeva per poi aprirsi completamente. Aveva puntato lo sguardo in quello del giovane che li aveva disturbati e tutta la sua attenzione si concentrò nel fargli capire con una sola occhiata che dovunque avrebbe potuto trovarsi tranne che lì. “Momento sbagliato, eh?” “Sparisci Kimura!” Il ragazzo ricambiò lo sguardo minaccioso del principe con un sorriso e finalmente anche Shou si accorse di avere uno spettatore. Allora il suo viso già leggermente paonazzo prese le sfumature di un gigantesco pomodoro e la sua voce spezzata dal respiro affannato si prodigò in mille giustificazioni per quello che poteva sembrare la loro posizione… e per quello che effettivamente era. “Lascia perdere Shou, ci vediamo più tardi, divertitevi.” “Ma… Ma…?!?” Kaoru strinse il pomello della porta per andarsene e chiudere la porta dietro di sé, ma prima i suoi occhi ricercarono per un momento quelli di Chris e gli schioccò un occhiolino mormorandogli divertito: “Complimenti”, frase che colorò le sue gote di un leggero rossore e un “Accidenti a Kimura!” gli venne ormai naturale. “Ehm… Ousaka-kun…” Chris si voltò verso Shou che lo aveva chiamato timidamente. “Volevo dire… Chris… Forse sarebbe meglio se…” “No!” Alzandosi in piedi, con in braccio il cugino, Chris lo fece sdraiare tra le coperte bianche del letto, andando verso la porta per girare un paio di volte la chiave nella toppa e tornare poi al punto in cui aveva lasciato, mentre Shou scuoteva sorridendo il capo concedendo un bacio al ragazzo prima di venir investito dalla sua passione. … Bzzzz… Clic… “E’ una bella scuola questa, un istituto rinomato e famoso in cui gli studenti tirano fuori grandi potenzialità. Qui sono riuniti molti ragazzi in gamba, ma per me una scuola vale l’altra, l’importante è che possa stare insieme a Chris!!! Ahaaa, ma che sto dicendo?!? Non posso far ascoltare sta roba al professore… Nooo, che stupido! Dovrò rifarlo tutto da capo…” “Uhm… Shou… ma che stai facendo?” Una chioma di chiarissimi capelli spuntò tra le coperte in cui Shou si era seduto e parlava ancora al suo piccolo registratore, e due occhi dal colore impari si aprirono alla stanza immersa nel buio. “Chris! Ehm… no, niente… torna pure a dormire…” “E come faccio se mi hai svegliato?” “Scusa…” “Uhn.” Il ragazzo si mise seduto, facendo scivolare giù dal dorso nudo le lenzuola che si fermarono alle gambe. Sbadigliando più volte prese di mano il piccolo registratore dell’altro, ascoltandone le sue ultime parole e ridendo dell’ultima frase in cui il ragazzo si era reso conto che come compito era forse un po’ troppo personale. “Non ridere Chris! E vedi piuttosto di aiutarmi!” “Va bene.” “Davvero?” “Sì.” “Evviva!!! Ma? Chris? Che fai? Perché hai appoggiato il registratore sul comodino? Chris? Cosa??? Aha… no… a… aspetta… non… non puoi… Chris…” Il piccolo registratore acceso ronzava leggermente registrando ogni suono nella stanza e, lentamente, il corpo di Chris si mosse a ricercare quello dell’altro per esplorarlo nuovamente e sentirlo muovere sotto di sé amandolo e facendosi amare per tutta la notte.
+†+THE END+†+
Kaoru: Posso muovere una lamentela contro la fic? Me: No*-*! Kaoru: Perché io vengo continuamente insultato-__-? Chris: Perché mi stai sempre tra i piedi, Kimura. Kaoru: Guarda che non lo faccio di certo apposta. *Occhiate fulminanti tra i due* Syou: Ehm… Chris, Kaoru, non potete andare d’accordo per una volta^^;;? Chris & Kaoru: E’ lui che ha cominciato è__é! Me: Ahaaa, adoro ‘ste rivalità*___* sarà ancora più figo quando metterò quei due insieme*__*!!! Chris & Kaoru: Che cosa O__o??? Sion: Eh, no è__é! D’accordo se lo metti con Syou, d’accordo persino se lo metti con Sena… ma Chris è MIO, quando lo imparerai una buona volta>__< ?!? Me: Sèèèè, sogna di meno bello! Mwahahahah è__é! Chris: Scusate, potrei decidere io per me=_=? Sione & Me: No>.< ! Chris: -___-… Kai: Tsk! Nagi: Misonou…? Kai: E baciami invece di chiamarmi sempre è__é! Anri: Ah O////o… Misonou e Uesugi si stanno baciando O////o!!! Tutti: E allora=__=? Anri: Oh O///o!!! Hamura e Ousaka si stanno baciando O///o!!! Tutti: E allora è__é?!? Me: Cosa è__é?? Ehy, senza il mio permesso non potete>.< ! Tsk, bè, visto che Chrissy è occupato… *L’autrice punta i suoi occhietti satanici sui rimanenti* Me: Sena, ammmore, facciamoci*__*!!! Anri: Mamma mia O___o!!!!!!! L’autrice è saltata addosso a Sena-san O///o!!! Sena: Aiuto T___T… Kaoru: Per un momento ho temuto per la mia incolumità^^””… |
|
-Commento dell'Autore- Ma quanto sono carini Chrissy e Syou insieme*___*!!! Troppo puccioli, per questo ho deciso di writtare un’altra fic in loro onore XD!!! Yeha\*-*/! Vabbè, vabbè, in realtà dovrei decidermi a finire una buona volta quelle che ho iniziato… ma visto che ho avuto voglia di fare altro quelle.. possono aspettare XD!!! Mwahahahah*__*! In ‘sta robbba la mia testolina bacata ha deciso di ficcarci pure il mio nuovo mito: Kaoru*___*!!! Ah, quanto è figo! Ah, come mi piace*-*! Ah, che bella coppia che sarebbe la KaoruxSyou*__*… Peccato che qui, puppy-bello se la fa con Kurisu-puccio per cui^-^… Ho anca deciso che Chrissy e Kaoru saranno in profonda rivalità*___*!!! Mi piace sta cosa XD!!! Guerra, guerra*-*! |