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+†+Please, don't cry+†+ Dove sono...? Che posto è questo...? Come ci sono finito qui...? E poi... Chi... Chi è che sta piangendo...? Occhi blu come il ghiaccio. Lo sguardo perso nel vuoto. Rubini che si mischiano a diamanti sul suo volto. Le braccia chiuse in un abbraccio intorno al corpo mentre le gambe sono piegate al petto. E silenziosi singhiozzi si infrangono nella stanza al buio. Piange in silenzio, chiuso nella sua solitudine e nella sua camera così enorme rispetto al suo corpo che sembra affogare in quell'oscurità. Forse però è meglio che la luce lì non arrivi. Non vuole vedere quel suo visino arrossato dagli schiaffi. Non vuole vedere quello sguardo triste e pieno d'odio. Non vuole vedere per non odiare anche l'altro. Non vuole vedere niente. Perché sono qui...? Nemmeno io voglio vedere! Non voglio sapere niente di lui, non voglio vivere in questo posto! Non voglio... Voglio andare via da qui, ora! Lontano! Per sempre! Questo luogo non mi piace! Quel bambino non mi piace! Odio quello sguardo! Odio quegli occhi che ora si alzano a fissarmi sorpresi della mia presenza qui. Non guardarmi in quel modo, mi dai fastidio, non mi piace! Ma lui non dice niente. Continua a fissarmi. Poi si alza e si sposta. Si sposta aprendo le braccia e mostrando i denti ancora da latte. Che stai facendo? Credi di mettermi paura, piccoletto? Dietro di lui qualcosa si muove. Filami corvini e lunghi. Morbidi e profumati di borotalco. Mi colpisce subito questo profumo e cerco di mettere a fuoco la figurina accovacciata alle sue spalle, la persona che lui vorrebbe proteggere. Un altro bambino. Accucciato in un angolo e addormentato, coperto solo da un plaid abbraccia un orsacchiotto con un occhio solo. Chissà dov'è l'altro... Forse l'ha perso. Forse si è rotto quando un giorno gliel'hanno strappato di mano gettandolo nel fango perché guardava il pupazzo e non ascoltava quello che gli veniva detto... eppure sarebbe stato impossibile non sentirlo… Quelle non erano parole, erano urla. L'altro intanto si asciuga le lacrime perse nel candore delle guance e quello che prima era un flebile singhiozzare ora non è più nulla. Solo silenzio. Lui è più grande dell'altro. Ma è pur sempre un bambino. Cosa hai intenzione di fare fissandomi a quel modo? Vuoi proteggerlo? E chi proteggerà te? Sa già la risposta... E non gli piace. Non piace nemmeno a me ma è così. Non cambierà. Nemmeno se piangi. Nemmeno se urli. Nemmeno se desideri sparire e non essere mai nato... non aver mai stipulato il tuo patto con il diavolo vendendogli la tua anima e la tua felicità. Tanto è inutile. Nessuno verrà a proteggerti. Nessuno ti salverà. Nessuno... Puoi guardare il mondo attraverso il vetro di quegli occhi e mostrargli il tuo disprezzo, puoi serrare i denti e ringhiare come uno stupido cane da guardia e fingere di non sentire niente. Se lo vuoi puoi farlo. E dopo? Piangerai ancora, piccoletto? Sei bravo in questo, non è così? E sei bravo anche a non farlo... forse ancora di più... Trattieni quel nodo che si forma in gola stritolandoti in una morsa di acciaio e filo spinato, e ricacci indietro le lacrime tappandoti la bocca con le mani. Non esce suono da quella bocca. Non vuoi svegliare l'altro bambino. Non vuoi che tuo fratello ti veda così. Che stupido. Ora è buio e lui non vedrebbe nulla ugualmente, ma domani i segni sul tuo corpo non passeranno e domani ci sarà la luce ad accogliere il suo risveglio e la sua sorpresa. Allora cosa farai? Mentirai? "Io... Io non mento!" Oh... Allora sai anche parlare. Ma ciò non toglie che sei un bugiardo. "Io non mento a mio fratello!" Ma se stai mentendo persino a te stesso. "Non è vero!" Sì invece, perché non sai fare altro ormai. Tu vivi nella menzogna. E' la tua casa. E' la tua gabbia. E' il tuo martirio. Insieme all'odio. Per quell’uomo che ti ama picchiandoti e che ti educa ricattando la tua mente e il tuo cuore. Insieme all'odio. Per lui... Si gira seguendo la traiettoria che gli indico con il dito e il suo sguardo va a scontrarsi con un corpicino esile rannicchiato in sé stesso, che trema per il freddo e mormora flebile il suo nome ricercandolo in un sonno tormentato. "N... No, non è vero! Perché dici queste cose?!" Sorrido. Perché sono vere. "Bugiardo! Che ne sai tu?!" Sei tu il bugiardo. Ormai sei solo questo. Un manichino bugiardo, mosso dai fili di quell'uomo. "Smettila, sta zitto! Non voglio più sentirti!" Mi sentirai invece, perché sai che ho ragione. Per questo ora tremi. Perché sai di odiare anche lui infondo. E' colpa sua. E' tutta colpa sua. Così vorresti dire. "No! No! No!!! Non è vero! Taci, taci!!!" Se urli lo sveglierai... La sua voce si spegne all'istante sparendo nell'oblio di frasi mai dette ma mai nemmeno dimenticate. Non vuole che si svegli. E se non urla non si sveglierà. Se non fa rumore non succederà niente... Ora non ti resta che ascoltarmi. "Non... non voglio..." Shsssss... Poso l'indice sulle labbra per fargli segno di tacere. A nessuno importa quello che vuoi. Lo sai no, che è così. Allora smettila di dire frasi inutili. "Nh..." Vuole parlare. Ma non sa cosa dire. O forse lo sa, solo che non vuole dirlo. Ha paura. Anche se non lo ammetterà mai. È per questo che ora guarda il mondo dietro ad uno specchio di ghiaccio blu, e si nasconde fingendo indifferenza. Protegge suo fratello, a lui solo dimostra affetto… ma non è altro che un modo come tanti per sentirsi meno in colpa. Perché in realtà lo odia. Odia anche lui. E non dovrebbe. Per questo è così gentile con lui. Perché mente e sa che è sbagliato. Ora però è inutile rimanere in piedi come una statua di sale. Siediti. Non ho intenzione di farvi del male, non ne ho nessun interesse. “Allora perché sei qui?” Non lo so. In realtà non vorrei esserci… “Nemmeno io…” Questo posto puzza di vecchio. Lussuoso, sfarzoso, immenso, pulito come uno specchio… eppure marcio dentro. Come quell’uomo. Marcio. Come tutto. “Io…” azzarda tentando di riottenere la mia attenzione che si è invece persa a contemplare le pareti bianche immerse nel nero della notte. Un bianco cancellato… “Io non voglio odiarlo…” Abbasso il viso verso di lui. Finalmente si è seduto. E cosa vuoi? “Diventare forte.” Lo diverrai. “Diventare più forte di mio padre.” Lo diverrai. “Diventare il più forte!” Lo diverrai. “E cosa succederà dopo?” Niente. “Niente…?” Sì. Niente. Sarai forte, proteggerai tuo fratello… e poi… niente. “Ma…” Te l’ho già detto, no? A nessuno interessa quello che vuoi, e una volta che l’hai ottenuto… finisce lì. Non avrai medaglie per i tuoi sforzi, non avrai gratifiche per la tua fatica, non avrai NIENTE! Niente… E’ questo il bello… Che non c’è mai niente ad aspettarti dietro l’angolo… “Non… non è vero…” Non sai dire altro, moccioso? “Io… voglio diventare forte!” Non urlare. Su urli lo sveglierai. “Voglio proteggere mio fratello!” Non fare rumore. Se lo fai verrà qui e si arrabbierà. “VOGLIO ESSERE FELICE!!!” Non piangere… Se piangi ti picchierà ancora… Se piangi… odierai ancora quel bambino… E tu non vuoi odiarlo. “N… No…” Però piange. Si asciuga le lacrime con le maniche della felpa e piange, con il corpo scosso dai singhiozzi e dal freddo. Non piangere… Affonda il volto tra le gambe per soffocare i gemiti, ma sembrano sempre troppo forti e rimbombano in quella casa enorme. Allora prende il cuscino lasciato in terra accanto a sé. Sul pavimento, lì nell’angolo in cui si sono rannicchiati perché quel letto al centro della stanza è troppo grande e loro hanno paura di sprofondare… hanno paura di perdersi… E intanto preme il cuscino contro la propria faccia. Soffoca il pianto. Soffoca anche il respiro. Lo tiene a lungo premuto sul viso, finché il corpo non smette di tremare, e guardandolo, all’improvviso mi sembra morto. Poi finalmente toglie da sé il cuscino. Ma le lacrime ci sono ancora. Perché ha voglia di piangere anche se non può. Perché anche se non piange odierà suo fratello. E non vuole. Suo fratello è l’unica cosa che gli rimane. È il suo unico tesoro. Non vuole odiarlo. Non piangere… “Non sto piangendo.” Bugiardo. È acqua salata che viola i tuoi occhi. Non piangere… “Non sto piangendo!” Non piangere… “Non… non sto…” Ti prego, non piangere… Shsss… “Nh…” Ancora parole mutilate nel silenzio che non verranno mai cancellate dal fuoco della memoria mentre il suo esile corpicino si perde abbracciato al mio. Non piangere…
Non piangere… Un giorno. Diverrai forte. E tutto andrà meglio. “Bugiardo…” Cosa importa adesso quale sia la verità? Non la saprai comunque. Tanto vale credere alla mia parola. “Ma io so già che tu sei un bugiardo.” Anche tu lo sei, ma sai anche dire la verità. “Nh…” Non piangere. “Perché sei qui?” Non lo so. Te l’ho già detto. “Perché mi dici queste cose, questo lo sai?” Perché… Quando ero piccolo… Nel buio della mia stanza… la notte… quando anche le stelle si spegnevano… Nel silenzio della veglia… Avrei voluto che qualcuno mi dicesse… “Che cosa…?” Sospiro, posando un bacio sulla fronte di quel bambino ricoperto di gelida brina trasparente che ormai avvolge il suo sguardo diventato adulto troppo in fretta. “Che… cosa…?” domanda ancora mentre mi alzo sciogliendo l’abbraccio e lui stringe le sue manine nella manica della mia felpa bizzarramente uguale alla sua, sebbene sia molto più grande. “Che cosa…?” Sorrido. Non credo di aver mai sorriso così. Forse solo a mio fratello. Forse in una foto ingiallita che ora tiene lui al suo collo. Di sicuro mai a me stesso. Non ho mai provato niente per me stesso… Forse solo disprezzo… e paura… “Che cosa…?” implora un’ultima volta e lentamente io… Gli rispondo… Non piangere, andrà tutto bene. Un giorno andrà meglio e tu sarai il più forte. Ma ora… ti prego, non piangere… Sorride anche lui. “Non piangere.” Sciocco bimbetto… “Andrà tutto bene.” …cresciuto troppo in fretta. “Un giorno andrà meglio e tu sarai il più forte. Ma ora…” “Ti prego, non piangere… Seto…”
+†+THE END+†+ |
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-Commento dell'Autore- Uhn… non lo so, mi girava da un po’ questa stramba idea nella testa, da quando ho iniziato la fic sui DSoM in cui Seto ha il suo “simpatico” rapporto col padre e per questo si fa sempre un sacco di seghe mentali-.-… In ogni caso qui i DSoM centran poco, si parla solo di Sè, ovviamente, e… non lo so, è scritto in modo strano, ma la scena che vedevo scorrere nella testa era strana, per cui ho voluto scriverla e descriverla così… Dovrebbe essere una one-shot… non credo che scriverò mai un possibile secondo capitolo… Probabilmente non ne sarebbe il caso… ma non nego la possibilità… Forse, un giorno… |