+†+Era
una piccola casa+†+
1 years before
Una tavola imbandita per due, un piccolo abete dalle palline rosse e le
lucine ad intermittenza blu.
Sotto l’albero due regali che sua madre si alzò per andare a raccogliere,
porgendone uno a suo figlio.
Era un po’ triste, ma andava bene anche così.
«Buon natale, kaa-san.»
«Buon Natale anche a te, Tsu-kun.»
Era una piccola casa formata da una piccola famiglia.
Now
Il tavolo della cucina non bastava mai, sembravano inesorabilmente tutti
attratti da quella piccola casa che, minuto dopo minuto, diventava sempre
più minuscola!
Lo schiamazzo dei bambini era assordante, soprattutto quando Lambo rubò
l’ennesimo biscotto al cioccolato di I-Pin e Fuuta decise di distrarlo
facendo una statistica sul miglior dolce dell’anno preparato dalla Signora
Sawada.
«Gyahahah! Fuuta, fai anche la statistica sul dolce preferito da Lambo-san,
falla, falla, daaaiii!»
«Anche I-Pin ne vorrebbe una!»
Non molto distante, Hayato cercava di trattenersi dall’istinto primordiale
di sollevare il piccolo Bovino per le corna e lanciarlo fuori dalla
finestra mentre, con tutto se stesso, si imponeva di non voltarsi alla sua
destra dove sua sorella aveva preso posto. Non avrebbe retto alla sua
vista.
«Ma dov’è finito Tsuna?» domandò Takeshi, guardandosi intorno. Sarebbe
andato anche a cercarlo se non fosse stato per una delle bombe a mano
vaganti di Lambo che gli capitò tra le mani.
«Se non le facessero di questo colore rosa forse sembrerebbero davvero
delle vere bombe, ahahaha!»
«Ra… razza di cretino patito del baseball! Muoviti, fai un home run!»
Lo sguardo del compagno si affilò divenendo una lama d’ambra, alzò la
gamba e tirò indietro il busto, lanciando con forza la bomba che esplose
fuori dalla finestra.
«Ehy, sono cominciati i fuochi d’artificio! Che bellezza estrema!»
Il pugno di Ryohei si alzò verso il soffitto e la suola di gomma delle
scarpe da ginnastica poggiò sulla sedia di Tsunayoshi, ma di lui nessuna
traccia; al suo posto il piccolo Enzo era alla ricerca del suo padrone,
occupato ad inciampare nei propri piedi nell'esatto istante in cui si
offrò di andare a cercare il proprio otooto per dare il via alla
consegna dei regali.
«Scordatelo Cavallone, non ti permetterò di dare per primo il tuo regalo a
Juudaime, ci sono prima io!»
«Shishishi, prima di lui dovresti darlo a me.»
«Vooooi! Facciamola finita e datemi il regalo di quel bamboccio, non ho
fatto tanta strada per poi star qui a perdere tempo!»
Un’aria di stupore mischiata a quella gelida e frizzante della neve seguì
l’entrata dei due Varia: Squalo aveva sbattuto giù la porta d’entrata con
un calcio, puntando subito verso il Rain Guardian mentre Belphegor
ridacchiava di sottecchi pungolando, con l’indice affusolato, la guancia
di Smoking’ Bomb.
Approfittando della baraonda anche Mammon e Lussuria si intrufolarono in
casa rubacchiando qua e là qualche dolce al caramello, riempiendo
contemporaneamente di complimenti la cuoca.
Aveva ragione Shamal a canticchiare "Questa casa non è un albergo"
per far colpo su Bianchi, purtroppo il finale per lui non cambiava mai:
pugno in faccia e rotolata contro il muro. Di certo quella parete aveva
vissuto momenti migliori dottore compreso.
Nessuno lo soccorse, erano tutti troppo presi dall’annuncio di Ryohei che
ancora una volta puntò il pugno verso il soffitto venendo inondato dalla
luce artificiale della lampada.
«Come al solito la cucina della signora Sawada è Estrema!!!»
«Sei troppo gentile.»
«Voooi! Se scopro che qui in Giappone il panettone fa schifo e quel
bastardo del capo non me lo ha fatto ordinare dalla pasticceria di Luigi,
io vi taglio tutti in due!»
«Shishishi, e come avresti potuto andarlo a ritirare se Luigi si trova in
Italia?»
«Urgh…»
«Shishishi, il solito idiota che non sa neppure cosa sia un cervello.»
«Voooi! Dillo ancora e ti ficco quella coroncina da femminuccia in bocca!»
«Ahahah, che bello, dopo la cena c’è anche lo spettacolo!»
Takeshi era sempre lo stesso, forse un giorno avrebbe capito che i giochi
della mafia non erano in realtà così divertenti come supponeva. Ma in quel
momento lui rideva, evitando come se nulla fosse la spada di Squalo che
affondò nello schienale della sua sedia, dividendola in due perfette metà.
Fu in quel preciso istante che Dino riuscì a ritrovare l’equilibrio.
Fu di nuovo in piedi; reggendosi forte al corrimano percorse finalmente la
scala che portava alla camera di Tsuna.
«Tsuuuna, ci sei? Il tuo nii-san deve darti il regalo. Vedrai che ti
piacerà, l'ho portato apposta dall'Italia, Enzo l'ha un po' mordicchiato
ma è ugualmente degno di nota.»
«Bastardo, non ti permetterò di andare da Juudaime da solo!»
Hayato lo seguì.
«Ehy, volete dare il regalo a Tsuna? Allora devo venire anche io!»
E, dietro di loro, Takeshi.
Tutti insieme su per le scale, aprendo con il dovuto baccano la porta
della stanza per riscoprire il giovane Boss della famiglia Vongola in
balia dei suoi peggiori nemici.
«Sawada Tsunayoshi, apri il mio regalo per primo o ti morderò fino alla
morte.»
Il Rain Guardian schioccò le dita: «Ecco dov’era Hibari! Mi sembrava di
aver visto il suo uccellino svolazzare in cucina!»
«Kufufu, fatti da parte Kyouya Hibari, il corpo di Sawada appartiene a me
e lui farà quello che voglio io. Il tuo regalo puoi anche gettarlo nella
spazzatura, kufufu!»
Mukuro era seduto comodamente sull’unica sedia della stanza e, sopra le
sue ginocchia, Tsunayoshi non aveva il coraggio di muovere alcun muscolo;
si lasciava circondare la vita dalle braccia del Mist Guardian e pregava
perché Buddah lo salvasse da quella situazione… pregava soprattutto perché
il ragazzo smettesse di soffiare sulla pelle il proprio fiato bollente.
Buddah, però, doveva essere occupato altrove.
«Tsè, non dire stronzate moccioso! Quel coglioncello deve
darmi il suo regalo. Ora!»
La voce di Xanxus tuona sopra le altre in un giapponese che alle volte si
riempiva di insulti in italiano ed il suo anfibio si piantò tra le gambe
di Tsunayoshi, poggiando al bordo della sedia.
«Hiii! Ma… ma io non ho...»
«Moccioso, non vorrai che ti ammazzi come un cane, vero?»
«N-n-n-no, certo c-che no…»
«Allora vedi di darmi ciò che mi spetta! Ti sei fottuto l’Anello che
doveva essere mio, ti sei fottuto il posto di Decibo Boss che mi
apparteneva di diritto… Ora mi dai il mio regalo o farò in modo di
far ritrovare i vostri cadaveri nell'immondizia da cui provenite!»
«Juudaime, non temere, ti proteggo io!»
La voce di Hayato giunse con perfetto tempismo. Il problema era la
dinamite che il Guardiano tirò in direzione del gruppo.
Alle volte Tsunayoshi avrebbe desiderato non essere salvato.
Sarebbe bastato solo che quei pazzi se ne fossero rimasti a casa loro,
lontano da lui, e si sarebbero evitati molti dei guai in cui si era
cacciato.
Boom!
«Ahahah, gran bel colpo Gokudera! Per fortuna sono riuscito a recuperare
Tsuna in tempo!»
Takeshi aveva sempre avuto dei riflessi invidiabili e Tsunayoshi affondò
con il volto al petto di lui, soffocando piacevolmente.
«Argh, yakyuu-baka! Lascia subito Juudaime!»
«Voooi! Dov’è quello stronzo del boss? Voglio dirgli cosa penso della sua
idea di mollare l’Italia per venire in questo cazzo di paese!»
«Lambo, ridammi quel biscotto, me l’hai rubato!»
«Gyahahaha, non è vero, questo è il biscotto di Lambo-san!»
Non passò molto perché una seconda bomba a mano di Lambo volasse per la
stanza e l’esplosione la mandasse in frantumi. Quella camera era diventata
ormai da tempo un campo di guerra ed il suo occupante si era rassegnato a
dover dormire sul divano, non si arrabbiava neppure più per le incursioni
dei suoi Guardiani o per le trappole che Reborn ci piazzava intorno.
Era una casa piccola quella di Tsunayoshi, minuscola, per due persone
soltanto era più che sufficiente ma, quando a riempirla erano gli
schiamazzi di Lambo ed I-Pin, la vocetta di Fuuta mentre chiedeva il biss
di dolcetti al cioccolato, il rumore delle cadute di Dino-san e dei KO del
dottor Shamal, la risata allegra di Takeshi, gli insulti di Gokudera e
l’entrata folle dei Varia, non ricordava neppure più come fosse quando
ancora non aveva conosciuto Reborn.
Era una piccola casa, ma non avrebbe scambiato per niente al mondo la
Famiglia che la occupava.
+†+THE
END+†+
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