+†+I
hate you, I love you+†+
La vide sorridere per l'ultima volta,
poi decise di andarsene.
Le voltò le spalle e se ne andò.
Semplicemente.
Come se quella fosse stata l'unica
cosa giusta da fare.
E forse lo era davvero.
Ma allora perché gli occhi gli
bruciavano ed il cuore sembrava essersi sgretolato cadendo in mille pezzi?
Lei era felice, finalmente poteva
avere una vita normale, un amore normale, un'esistenza che valeva la pena
di vivere.
Doveva essere felice per lei, era
questo l'amore, giusto?
Sbagliato!
Sbagliato, sbagliato, SBAGLIATO!
L'amore è ossessione.
L'amore è follia.
L'amore è disperazione.
O almeno il suo era così: un amore non
ricambiato.
L'amore è odio camuffato.
Ora se ne rendeva conto mentre
inseriva un biglietto di cui non era mai riuscito a leggere la
destinazione nell'obliteratrice e saliva su un treno scelto quasi per
caso.
Se ne andava.
Non sarebbe più tornato in Giappone.
Meglio così.
Quella era la patria del suo amore
fallito e preferiva dimenticare.
Alcuni ragazzi urlavano verso di lui
saluti e raccomandazioni. Non si voltò a guardarli perché sapeva che non
erano lì per lui.
Non aveva detto a nessuno che partiva,
aveva preso quella decisione così, d'istinto, e raccolte le sue poche cose
si era avviato alla stazione senza farne parola nemmeno con Keiichirou.
Li stava abbandonando?
Sì, si poteva mettere in questo modo.
E allora?
Non c'era motivo perché la cosa
potesse importargli più di tanto. Era una sua decisione e come tale doveva
essere rispettata, punto e basta.
Si sedette al primo posto libero che
trovò, vicino al finestrino da cui si azzardò a guardar fuori.
Il cielo era grigio, avrebbe piovuto
di lì a poco e questo in qualche modo lo rincuorò.
La pioggia lava via ogni cosa, avrebbe
pulito anche il suo cuore spazzando via il dolore. Forse sì. Forse invece
no...
Si appoggiò completamente contro lo
schienale della poltroncina di prima classe ricoperta da una morbida
stoffa rossa, come i capelli di lei.
Maledizione, possibile che persino i
sedili di un treno dovessero ricordargli Ichigo?!
Udì il fischio del treno che si
metteva in moto lasciando la stazione di Tokyo, accelerando sempre di più.
Chiuse gli occhi.
E in quel preciso momento seppe che
non li avrebbe più riaperti.
Ci fu un boato assordante seguito
subito dopo da un'esplosione, vetri che si infrangevano a terra come
zampilli di una fontana, urla terrorizzate e impregnate di dolore, odore
di sangue e poi il fuoco che divorava ogni cosa crescendo e creando una
trappola rovente.
Impossibile trovare scampo.
Quando muori la tua vita
ti passa davanti in un lampo.
Diventi spettatore della tua esistenza.
Prendi coscienza di tutto ciò che fin'ora ti era sfuggito.
L'ossigeno era divenuto irrespirabile,
bruciava i polmoni ed il fumo aveva invaso gran parte dei vagoni centrali.
Tra cui il suo.
Brucia.
Fa male.
Non respiro.
E' la fine.
Morirò qui.
Senza averti detto addio.
Non si mosse mai dalla sua poltrona.
Immobile, con gli occhi chiusi, le
fiamme si avvilupparono intorno al suo corpo in un abbraccio mortale.
Morire è come tornare al
mondo, forse solo più doloroso.
Nessuno sapeva che era lì.
Sarebbe morto in solitudine,
circondato da estranei che urlavano e condividevano il suo misero destino.
Sarebbe morto solo.
Avrei dovuto dirti almeno addio.
Avrei almeno dovuto dirti che ti
amavo.
Avrei dovuto...
...portarti via con me...
Non aveva più la sensibilità degli
arti e la testa si era fatta sempre più pesante, strano visto che mancava
di gran parte della pelle bruciata dal fuoco.
Che bel modo di morire.
Che bel modo di concludere la storia
del suo amore.
Tragicamente.
Se fosse stato un amante di
Shakespeare forse avrebbe apprezzato ma, ahimè, aveva sempre preferito le
storie a lieto fine, soprattutto se la storia era la sua.
E invece... Guardate, guardate tutti
come muore chi ama e non è amato! Guardate come si spegne la passione che
nasconde l'odio!
Avrebbe dovuto dirle che l'amava.
Avrebbe dovuto almeno dirle addio.
Avrebbe dovuto...
...portarla via con sè...
E veder morire anche lei al suo
fianco, per strapparla così dalle mani di quel ragazzo che non la meritava
ed averla tutta per sè.
Fino alla morte ed anche oltre.
Mostro!
Chi ama dovrebbe desiderare la
felicità dell'altro prima della propria!
Chi ama dovrebbe amare e basta,
incondizionatamente.
Giusto?
Sbagliato.
Volevo soltanto il tuo amore.
Volevo soltanto il tuo corpo.
Volevo soltanto la tua anima.
Volevo te e nessun altro.
Chi ama vuole tutto.
Tutto quanto.
Chi ama e non è amato alla fine
finisce per odiare.
Che tu sia maledetto amore non
ricambiato!
Che tu sia maledetta felicità mai
trovata.
Che siate maledetti tutti
quanti...
Amare e odiare sono la stessa cosa.
Volevo soltanto un pò d'amore anche per
me.
L'amore è soltanto odio camuffato.
Perché non hai scelto me?
Perché mi hai fatto questo?
Sorrise e pianse al tempo
stesso.
Rise anche mentre lacrime salate colavano dagli occhi ormai diventati
ciechi e bruciavano sui muscoli del viso martoriati dal fuoco.
Stupida Ichigo.
Ti avrei reso felice.
E tu avresti reso felice me.
Invece io morirò solo.
morirò senza averti avuto.
L'amore non ricambiato non è altro che
ingiustizia.
L'amore purtroppo è sempre amore.
E fa male.
Male da morire.
+†+THE
END+†+
|