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+†+Why do you smile?+†+ "E' un ragazzo magico. Quando cerca di risolvere i problemi degli altri, di colpo, tutti diventano felici." Keigo Mikami, il capitano dello Tsukuba, in realtà era soltanto un ragazzo come gli altri. Uno dei Nango five, il fratello di Katsuhiko Mikami. Ed essendone proprio il fratello, facendo parte della squadra che puntava prima di tutto alla vittoria, il suo gioco non poteva che essere perfetto. Era come una guerra la loro, come un lavoro. Il basket... e la partita che stavano sostenendo contro il Johnan... soltanto un altro lavoro, uno di quelli che avevano svolto impeccabilmente più di una volta. E il lavoro è fatica. La fatica non ti ripaga, soltanto la vittoria lo fa... Per cui... perché continuavano a sorridere a quel modo? Quelli stavano perdendo... Il loro giocatore migliore, quel Sakurai, aveva un problema al piede, glielo aveva detto suo fratello... Si era fatto male a causa sua... Di nuovo... Affannato cercava di tenersi in piedi e di sostenere le dure marcature a cui la propria squadra lo sottoponeva. Ed ogni canestro messo a segno con il sudore della fronte era come una piccola fonte di gioia per quella squadra a cui lentamente lo Tsukuba stava togliendo ogni possibilità di vittoria. Ma perché allora quei sorrisi, quella soddisfazione, quella felicità...? Per che cosa??? E poi quel numero 15... - Keigo allora che cosa aspetti??? Muoviti come ti ho detto!!! - Dalla panchina l'allenatore dello Tsukuba urlava contro il fratello minore in campo. Ma il ragazzo non riusciva a sentirlo. Vedeva soltanto gli avversari che correvano da una parte all'altra del campo. Era come se non avesse avuto compagni lui. Stava giocando uno contro cinque. Era da solo contro tutta quella gente. E tutti quelli sorridevano. Loro... si divertivano... Perché lui invece no? Finchè... - Sakurai!! - - Oh, no, Sakurai!!! - - Il gioco si è fermato. Syouji Sakurai, il playmaker del Johnan si è inginocchiato a terra dolorante. - Il numero quattro era finalmente stato messo KO. Ora avevano la vittoria in pugno. Ma anche così... lui non aveva niente per cui sorridere. Poi però... quell'altro primino in campo… Tutti quei canestri, quelle finte, e loro di nuovo in svantaggio. Come si può giocare a basket e al tempo stesso considerarlo come un lavoro da svolgere? Il basket è un gioco. L'unica cosa che conta non è divertirsi? Keigo fissò la sfera arancione tra le mani di Naruse. Soltanto quella la sfera. E la posizione delle mani... era di certo il Lay Up Invincibile, quello che aveva visto eseguirgli il giorno prima alla partita contro il Kiyan. Non appena Naruse si mosse, l'avversario aveva già saltato, verso di lui, per impedirgli il tiro. Si scontrarono. Caddero a terra entrambi. Ma Naruse non si rialzò. L'aveva fatto di nuovo... Guardava fissamente il corpo del ragazzo a terra, ricordandosi della prima partita contro il Johnan. Possibile che il suo gioco consistesse solo nel far del male agli avversari? Ma che razza di basket era quello? Come ci si poteva divertire a quel modo??? La voce squillante di Naruse risuonò in tutta la palestra quando Mikami lo scosse più o meno violentemente. Sospirò sollevato. - Te la senti di continuare? - domandò uno degli arbitri. - Sì, ho solo sbattuto la testa. - Erano state solo queste le parole di Tohru: "Ho solo sbattuto la testa.", come se non fosse stata di Keigo invece la colpa. Gun avanzò urlando. Erano grida furiose contro di lui, contro Mikami. Lui non era buono come Naruse, lui lo sapeva che la colpa era del gioco vile di quel ragazzo, di quella macchina piuttosto, che si muoveva soltanto secondo il volere del fratello e non giocava a basket. Lui era lì e combatteva per la vittoria. Ma quello non era giocare. Quello non rendeva felice nessuno. Keigo abbassò il capo. In silenzio. Non avrebbe risposto. Avevano ragione ad accusarlo. Lui sembrava soltanto la marionetta di Katsuhiko, da quando il fratello aveva avuto quell'incidente, da quando era venuto ad allenarli. E allora lui giocava solo nel modo in cui Katsuhiko voleva giocasse. E anzi non giocava, combatteva e basta. Sì era così. Tutti la pensavano così, persino lui alla fine si era convinto che non c'era altra maniera in cui pensarla, in cui fare il suo basket. Nessuno si sarebbe aspettato che anche lui sorridesse o facesse un basket divertente, che esaltasse la folla. "Noi non siamo qui per far divertire gli spettatori! Questo non è il nostro basket, a noi importa solo la vittoria e a quella dobbiamo puntare!" Era questo che l'allenatore non faceva altro che ripetere, per cui, niente sorrisi, niente divertimento. Soltanto fatica e vittorie. Tutti la pensavano così. Tranne il numero 15… - Chi ti ha chiesto niente??? Non ho bisogno di essere difeso da te, altro che giocare a basket, per noi quello che conta è soltanto la vittoria!!! - Keigo gli aveva dato addosso dopo le sue parole contro Gun. Lo aveva difeso, ma lui non gli aveva chiesto niente! E poi gli parlava come se fosse la cosa più naturale del mondo. A lui, il suo avversario, il suo nemico da sconfiggere a tutti i costi. In una partita dell'Interhigh, dopo che aveva tallonato per tutto il tempo il loro play maker che sapevano avesse una storta al piede. Ma aveva continuato a parlargli come se fossero amici di vecchia data. - Io amo giocare a basket. Per me è la cosa più divertente che ci sia al mondo. E giocare è la cosa che mi rende più felice! - E gli sorrideva. E gli sorrise. Questo era vero basket. Il suo, quello di quel numero 15. Lui si divertiva, a lui piaceva giocare e adorava il basket con tutte le sue forze. Come lo adorava Keigo... Che non sorrideva più come quando si allenava da solo, solo con un canestro e qualche pallone, buttandoli nel cesto, sorridendo di quanto possa essere divertente quel gioco. Sorridendo perché si divertiva e si divertiva perché quello che faceva gli piaceva. Perché quella era a sua passione. Il basket. Non c'era niente di meglio. La cosa più divertente era seguire la palla senza pensare a niente. Non a vincere, non a combattere, non a seguire gli ordini di suo fratello. Seguire la palla e giocare. - Che diavolo stai facendo Keigo?!?!?!?!? - Al diavolo tutto! Al diavolo le urla di Katsuhiko! Al diavolo quel suo essere soltanto un soldato che esegue gli ordini! Ora voleva soltanto giocare a basket! Il pallone era volato fuori dall'area di gioco, stava per toccare terra ma Naruse si era già lanciato al suo inseguimento. E Keigo lo seguì. "Non c'è niente di peggio nel basket che delle azioni come il Floor Sweep!" Anche queste erano parole di suo fratello, ma ormai non erano che un vago ricordo nella mente di Keigo che teneva stretto tra le mani il pallone. E chi se ne frega di tutto il resto. Ora era arrivato il momento di giocare come voleva lui, secondo il proprio volere. Era arrivato il momento di ritornare a sorridere mentre, correndo senza fiato, giocava per divertirsi insieme ai suoi compagni. - Il numero 7 del Nengodaitsukuba va a canestro, ma incontra ben due avversari sulla sua strada! Decide comunque di tirare! E' corto, il pallone non arriva al tabellone ma... aspettate, il capitano dello Tsukuba recupera la palla!! Allora era un passaggio!!! E con una schiacciata portentosa la mette dentro!!! Sììì è canestro per il Nangodaitsukuba!!! - - Bravi!! Finalmente anche voi avete deciso a giocare come si deve!! Forza Tsukuba!!! Forza, forza!!! Mettetecela tutta!!! - - E' la pria volta che mi diverto così tanto Keigo! - - Ma non dimentichiamoci che non siamo comunque disposti a lasciarci battere! - 94 a 95 per la loro squadra e soltanto una manciata di secondi ancora di gioco. Il tempo materiale per un canestro. Di canestri ce n’erano stati due. Il primo quello del Johnan, con uno schema che li aveva lasciati di stucco e che sembrava impossibile una squadra come quella potesse mettere in pratica. Il secondo era stato il loro. Kow aveva tirato, il pallone aveva sfiorato la retina ed era entrato senza alcun rumore, come attirato da essa... Ma il tiro non era risultato valido. Ed ora lui era sdraiato in terra, sul pavimento bollente di quella palestra affiancato dal numero 15.. Affiancato da Tohru Naruse. Che sensazione meravigliosa. Aveva perso, ma non aveva mai giocato così bene. Non aveva nulla da lamentarsi, nulla che rimpiangesse, nulla per cui incolparsi. Quello era stato il suo basket. - Eddai Keigo, non vorrai startene lì sdraiato per sempre? - Makoto gli era corso incontro, insieme ai giocatori delle altre due squadre. - Uhm, si sta così bene. - mormorò il ragazzo tenendo gli occhi chiusi e ascoltando tutti i rumori che lo circondarono: la folla, le risate, i borbottii. Chiudeva gli occhi e sorrideva. - Ma come fai stare comodo sdraiato su un pavimento? - Il biondino lo fissava imbronciato senza ricevere risposta. ...Però quel sorriso che increspava le labbra del suo capitano...
Si sedette al suo
fianco divertendosi a giocare con i suoi capelli che ricadevano sulla
fronte e scivolavano all'indietro.
+†+THE END+†+ |
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-Commento dell'Autore-
Note:
Premetto che la fic è stata scritta prima di poter leggere il manga
in italiano, quindi le battute inserite durante la partita non sono
propriamente azzeccate visto non conosco il giapponese e sono andata
solo ad intuito^^… Essendo scritta più di due anni fa, fa pure tanto
schifoschi T_T… Bè, non che quelle recenti non siano penose, ma
magari lo stile è un po’ PIU’ migliore XD
Bohoooooo, quasi mi commuovo per
Mikami-san ç___ç!!! Ah, che uomo, ah, che love** Ah, facciamoci seduta
stante*___*!!! |