++Happiness++

 

Un giorno, seduti a tavola, lui le chiese perchè rideva sempre quando parlava.
Non gli rispose.
Sorrise invece.
Lo fece prima di aprire bocca, perchè sapeva che, dopo, il sorriso sarebbe scomparso.
Un giorno, parlando con i suoi compagni di scuola, loro le dissero che era fortunata.
Domandò il perchè.
Sorridendo.
Anzi.
Ridendo.
E le risposero che era fortunata a non aver mai problemi.
Perchè rideva sempre.
Come una stupida.
Anche le volte in cui non c'era un motivo preciso.
Soprattutto in quelle volte.
Sempre.
Non parlò più con loro.
Si limitò ad annuire.
Sorridendo come niente fosse.
Un giorno sua madre le disse che odiava suo padre.
Lei rise, raccontando buffi aneddoti che riguardavano le giornate con quell'uomo.
Buffi aneddoti in cui non c'era nulla da ridere.
Eppure sembravano favole.
Eppure sembrava finzione.
Come se non fosse accaduto davvero a loro.
Come se avessero visto una puntata in televisione di una qualche sitcom americana, ed ora ci stessero ridendo sopra rivangandone il contenuto.
E risero fino a far venire le lacrime agli occhi.
E risero finchè non ci fu più nulla da ridere.
Allora calò di nuovo il silenzio in una casa in cui le pareti andavano restringendosi al trascorrere dei giorni.
Una casa troppo piccola per cinque persone come quelle.
Troppo diverse tra loro.
Era una famiglia.
Ma somigliava più ad un circo.
In cui tutti ridevano per non piangere.
In cui i pagliacci spruzzavano benzina negli occhi invece di acqua ed equilibristi pazzi tiravano coltelli deturpando i loro volti.
Un giorno tornando da scuola trovò sua sorella che stava piangendo.
Non le chiese mai il motivo delle sue lacrime.
Smise di guardarla.
Scappò nella propria camera affondando la faccia nel cuscino.
Soffocando le urla.
Affogando le proprie lacrime.
Che strana quella casa.
Sempre più piccola nella sua immensità.
Sempre più rumorosa nei suoi silenzi.
Sempre più...
...spenta.
Un giorno qualcuno vide le fiamme avvolgere il loro appartamento.
Un giorno qualcuno le chiesero perchè lo fece.
Un giorno qualcuno le disse che aveva ucciso un uomo.
Quell'uomo.
Un giorno lei...
Imprigionata in una stanza di quattro metri per quattro, in cui il muro bianco e le sbarre arruginite e grige eran divenuti il suo solo panorama...
Lei sorrise per davvero.
E a chi la vide, a chi le chiese il perchè, a chi le disse che era pazza lei rispose solamente...
Ora sono felice.

 

++THE END++

|

 

-Commento dell'Autore-

E' una piccola scemenza che ho scritto in un momento in cui ero proprio giù, non ha una trama vera e propria, è più che altro un'accozzaglia di depressione e tristetudine che quasi sembrano invogliare al suicidio... Una cosa decisamente angst... Mbah XD