+†+Looking for You+†+

 

Erano giorni che organizzava per la festa.

Aveva persino costretto sua madre a girare in lungo e in largo pur di trovare tutto il necessario per divertirsi come si deve.

Fare casino. Era stata questa la parola d’ordine.

Ma ora…

Di lei neanche l’ombra.

Sbuffò appena facendo vagare gli occhi per la stanza in cui tutto era pronto da un pezzo.

Gli invitati si erano già accomodati e da lunghi minuti attendevano la padrona di casa, borbottando, parlottando o insultandosi a vicenda.

- Cuccia tappo, non vedi che sto comoda?! - sbottò a voce alta una delle ospiti rivolta ad un ragazzo dalla particolare capigliatura tricolore. Non aveva mai visto dei capelli così… Bè, lui forse no, ma non poteva negare in effetti che nella sua memoria fossero stati registrati simili dati.

Ma quella non poteva dirsi completamente la “Sua” memoria…

Scosse la testa quando la ragazza in questione iniziò a fare le boccacce verso l’altro e intanto si attaccava senza ritegno al braccio di un secondo ragazzo che in molti scambiavano spesso per lui… o era più probabilmente il contrario? Poco importava.

Una cosa era chiaro.

Quel tipo non gli piaceva affatto.

Troppo uguale a sé.

- Fuuma, non è giusto che Seto te lo pigli solo tu! Anche io lo voglio! -
- Allora pagami Lady*___*v! – se ne uscì Fuuma mentre il protagonista dei loro litigi stava già mettendosi alla ricerca di un’arma con cui colpire entrambe e farla finita con sta storia che si ripeteva ormai da mesi.

- Non ci penso proprio a pagarti-__-… -

- Vabbè, allora fa come il nanerottolo dai capelli a stella e smamma v_v. –

- Ancora con questo “nanerottolo”??? –

- Bè, prima ti avevo chiamato “Tappo”, per cui ho cambiato, dovresti essermi grato ò.o! –

Povero Yugi che tutte le volte doveva vedersela con le parole ben poco carine di quella stramba tipa.

Di certo quella non poteva dirsi propriamente una festa, ma non si poteva nemmeno dire che non si fosse trattato di casino.

Quando mai!

Con gente come quella il casino era l’unica cosa a venirne fuori.

Lui sospirò ancora dando un’occhiata all’orologio appeso al muro.

Non ne aveva un effettivo bisogno, sapeva già che ore fossero, secondo dopo secondo avrebbe potuto tenere il conto per giorni interi senza mai sbagliarsi, con una precisione al millesiomo, ma il suo era diventato un movimento causato dalla forza dell’abitudine. A forza di emulare i gesti più semplici e insignificanti di chi gli stava attorno, aveva finito per non poterne fare a meno.

Così si ritrovava a controllare orologi che non gli erano interni, fissare il counter del microonde come se già non sapesse il momento esatto in cui spegnerlo, o guardare la temperatura in un termometro anche se il suo corpo avrebbe potuto dargli ogni risposta di quel genere.

Piccole cose da umani.

Estranee a lui, eppure ora parte integrante della sua routine, sempre se così si sarebbe potuta definire.

Seccato del ritardo si portò di fronte alla combriccola che non aveva smesso di litigarsi il posto accanto al bel proprietario della Kaiba Corporation.

Scena alquanto comica a dire il vero, e, se non fosse stato che il riso molto raramente compariva sulle sue labbra, di certo non avrebbe resistito a farsi una sana quanto derisoria risata.

Inutile dire che non lo fece.

E poi aveva ben altro a cui pensare.

- E tu che voi? – domandò Seto Kaiba con il tatto di un elefante, fissando i suoi occhi blu in occhi altrettanto blu che si era stupito a fissare la prima volta tanto quanto ora avevano il potere di irritarlo.

Occhi troppo uguali ai suoi.

Quello stesso tipo era troppo uguale a lui, e, badate bene, non simile, UGUALE.

L’altro attese qualche attimo prima di rispondere. Sapeva che anche quello lo infastidiva e per questo temporeggiò.

- Allora, quanto ti ci vuole per parlare? – ringhiò quindi Seto mentre Lady era riuscita a usurpare il posto che prima era stato di Fuuma, e ora si stringeva morbosamente al braccio del ragazzo.

Mille venuzze iniziarono a pulsare sulla tempia di lui.

Non bastavano due pazze maniache che lo avevano preso per il loro amante (oltre che pazze e maniache persino illuse!), una stupida festa a cui qualcuno (E qui le occhiate a Lady si sprecarono) lo aveva obbligato a partecipare, no, doveva esserci tra i piedi anche quel dannato uomo di latta costruito con le sue stesse fattezze.

Ma chi l’aveva inventato un coso del genere?! Tsk, dannata tecnologia!

- Ok Lattina, visto che Setonzolo è occupato, per un po’ dovrò rompere le scatole a te*_*/ - annunciò con vocetta squillante ad un certo punto la più pazza del gruppo, cercando di arrampicarsi sulla schiena del ragazzo che aveva chiamato Lattina… probabilmente proprio perché in realtà era qualcosa più di un ragazzo… o qualcosa meno… infondo dipendeva dai punti di vista, come molte altre cose.

- Aprò, ma Gugulì-Chàchà dove l’hai nascosta, Cybie? – continuò sempre la solita Fuuma, tenuta a distanza dal braccio dell’altro che le impediva di avvicinarsi più di quanto già non fosse.

Cyber, questo il suo vero nome, abbassò il capo perplesso.

Era questo il punto.

Non ne aveva idea.

Ma dove diavolo poteva essersi cacciata quella stupida mocciosa? Accidenti a lei!

- Speravo me lo diceste voi… - borbottò in una frase che si udì appena.

- Mi dispiace, io non l’ho vista, anzi credevo fosse con te. – si intromise Lady con tono dispiaciuto.

Tipico.

Chissà perché tutti pensavano sempre che stesse con lui quella marmocchia maniaca.

Magari…

Almeno adesso non avrebbe perso tempo a cercarla.

- Ok, si parte tutti alla ricerca della mocciosa perduta\*__*/ - elargì Fuuma piazzandosi in testa il berretto da baseball con cui era arrivata, che tanto stonava con il completo da vampiro che indossava, ma, a suo dire, faceva pendant con l’interno del mantello: rosso come il sangue… e come il suo berretto per l’appunto.

Si portò alla porta precedendo l’altro, l’aprì persino facendogli cenno di sbrigarsi e poi…

- Bene, io ti ho aperto la porta per cui ho adempito al mio compito, tu invece te ne esci e la vai a cercare. Divertiti v_v! -

E chiaramente una pigrona come lei mai e poi mai si sarebbe scomodata per fare una qualche fatica che non l’avrebbe ripagata in alcun modo.

Cyber la fissò a lungo cercando di capire, nella cascata di zeri e uno, della sua memoria, se quella frase fosse stata pronunciata seriamente o per scherzo.

Molto spesso gli capitava di soffermarsi indeciso sul comportamento umano, su frasi dal doppio senso, o che mancavano del tutto di senso… e quelle di lei facevano parte di questo ultimo gruppo.

Fece spallucce afferrando la giacca appesa all’attaccapanni all’ingresso e uscì richiudendo la porta dietro di sé.

- Bene gente, dove eravamo rimasti*___*? – Fuuma si voltò e la situazione che aveva abbandonato giusto il tempo di parlare con Cyber, era decisamente mutata.

Seto puntava la lama della falce con cui era arrivato alla gola di Yugi, costringendolo ad alzare il viso per affondare la bocca in un bacio violento e passionale che durò a lungo. Lady, seduta sul divano cronometrava la durata del bacio e tutto intorno palloncini di vari colori e forme svolazzavano tra gli addobbi di Halloween.

- Che fiQuo! Anche io voglio stare in apnea con Seto\*__*/ - non finì di pronunciare questa frase che il ragazzo si staccò all’istante da Yugi, arrossito e senza fiato, voltandosi dalla sua parte per minacciarla soltanto con lo sguardo.

- Vabbè, don’t worry Kaib-boy, potremo sempre farlo in privato se ti vergogni v.v! –

E casualmente l’arma della Morte, abito che calzava a pennello al freddo imprenditore, finì piantata sulla testolina di Fuuma lasciandola in terra in preda alle convulsioni.

- Povera Fuuma^^… - ma anche con un commento del genere Lady non si dedicò di certo a soccorrere l’amica…

 

Ehy, faceva freddo fuori.

Il vento, il sole, qualsiasi agente atmosferico… non lo colpivano, non lo smuovevano e gli facevano un baffo… ma poteva vederlo dalle candide nuvolette in cui il respiro della gente andava condensandosi, dalle mani che si sfregavano l’una all’altra e dalle mamme che stringevano con cura la sciarpa intorno al collo del figlio.

Non lo sentiva, forse non ne conosceva nemmeno il significato.

Eppure faceva freddo…

No…

Anzi…

Sciocchezze…

Lui più degli altri doveva conoscerne il significato.

Lui che era formato dalla gelida materia della finzione…

Era fatto di latta, esattamente come due ragazzi lo chiamavano in continuazione…

Un pezzo di latta in cui circuiti e impulsi elettrici lo percorrevano emulando un’esistenza di esseri troppo diversi da lui per riuscire anche solo ad avvicinarsi alla loro forma…

Respirò profondamente.

Il suo fiato, quel respiro che in realtà non era tale, non si condensò in una bianca nuvola formata dal freddo e dal calore che andavano scontrandosi per qualche secondo… rimase il vuoto. Non c’era respiro che uscisse da quelle labbra…

Era quello che significava avere freddo per lui.

Avere talmente freddo che non esisteva modo per infondergli calore…

Si guardò intorno, immerso nel marasma di gente già vestita a festa mentre la sera iniziava a bussare alle porte del giorno e il cielo si copriva di nubi.

Buio.

Lo sarebbe diventato presto.

Affrettò il passo sbattendo contro qualcuno che vide appena. Non si fermò a guardarlo, si limitò a chiedere scusa proseguendo nelle sue ricerche.

Strano però.

Quei capelli dal particolare colore corvino mesciato di biondo e viola… strano che esistesse davvero qualcun altro che li avesse.

Doveva essere una moda…

Non rimase troppo a lungo a rifletterci e in pochi secondi si era già portato ad attraversare la strada.

- Ahio… - borbottò invece il ragazzo a cui era andato contro.

- Tutto a posto? – domandò una ragazza al suo fianco.

- Sì… -

Che strano però… aveva già visto da qualche parte quel tipo, soprattutto i glaciali occhi blu… gli erano familiari ma proprio non ricordava dove avesse potuto vederli.

- Atemu? –

Accanto a lui la ragazza lo fissava preoccupata piegando il capo di lato mentre una cascata di capelli castani si scioglieva morbidamente sulle spalle e il fermagli che li teneva legati cadde a terra.

- Oh, accidenti. – si lamentò lei raccogliendolo e cercando di rimetterlo al suo posto.

- Lascia, ti aiuto. –

Atemu strinse le mani di lei tra le proprie, togliendole il fermagli e sorridendole dolcemente per dedicarsi a sistemarlo ai capelli.

- Ecco fatto. -

- Grazie. – biascicò lei mentre l’imbarazzo le colorava il viso di rosso.

Di lì a poco entrarono nell’edificio davanti cui sostavano e l’aria calda dei condizionatori li investì.

- Raniye, sei sicura che siamo ancora in tempo per il cinema? – domandò il ragazzo con lo sguardo ametista che, perplesso, si fissava sulla lunga fila davanti alla cassa.

Non aveva voglia di aspettare.

Ma ancora meno aveva voglia di stare in una stanza con tutte quelle persone intorno a guardare uno schermo di cui gli sarebbe importato poco o niente…

- Sì, certo, manca ancora un quarto d’ora… - affermò lei sorridendogli maliziosa – A meno che tu non abbia più voglia di andarci. -

Bingo.

Il giovane annuì lentamente guardando prima lei, poi la fila per il biglietto…

Decisamente il paragone non reggeva…

- Tu ci tieni proprio? -

Lei gli sorrise scoccandogli un bacio sulla guancia.

- Figurati, un posto vale l’altro, purché sia con te. -

Mhm… dolce la ragazza, peccato solo per quel bacio che lo aveva raggiunto solamente alla guancia.

Ricambiò il sorriso, prendendola per mano e uscendo dall’edificio, superò le porte girevoli che avevano sorpassato insieme anche all’entrata e lì si fermò. Piazzandosi proprio in mezzo all’uscio, impedendo il passaggio a chi, dietro o davanti a loro, già si era lanciato in lamentele ed insulti.

- Atemu? – mormorò la ragazza guardandolo preoccupata.

Si era fermato e si era voltato verso Raniye per stringere tra le mani bronzee il suo viso dalla morbida pelle dorata, e perdersi in un lungo tenero bacio.

E che la gente gli urlasse pure dietro, tanto lui era finito in un mondo tutto suo e lì ci restò a lungo…

Lui e Raniye…

- Ma guarda quei due. – fu uno dei commenti di qualcuno.

- Come li invidio ç///ç… -

- Hai detto qualcosa Ali>_>? –

- Certo che no Tama-chan, quando mai -.-”… -

- Ah, ecco v_v. –

I due zampettarono lontano dal cinema in cui due ragazzi non avevano smesso di scambiarsi effusioni d’amore. Bè, poco importava, pensò Tama, tanto loro avevano un’altra missione da compiere, mille volte più importante che vedere uno stupido filmetto.

- Bye-bye Spongibob ç_ç… - mormorò tristemente Alister salutando con la mano una delle locandine lì appese.

- Ma quale Spongibob, cretino! Noi eravamo qui per guardare Madagascar! –

- Ah, davvero Baghina? –

- Sì, ma ora abbiamo altro da fare per cui su, in marcia, accendi sto affare e partiamo. –

Il ragazzo sembrava però perplesso, infatti subito dopo era tornato a parlarle.

- Ehm… Tama-chan, ma lo sai che non si può andare in tre in moto? Per di più lui non ha nemmeno il casco. -

Puntò il dito verso la terza persona seduta comodamente dietro di loro, sul sedile della moto, e due occhietti di un intenso blu lo fissarono incuriosito sul volto di bambino.

- Voi mi porterete da mio fratello? – biascicò con vocetta infantile il piccolo, mentre il ragazzo si lanciava in “Ohooooo *///*!!!” inteneriti e Tama annuiva con il capo.

- Ma certo Mokie, vedrai che ti porteremo da tuo fratello, anche se si dovesse trovare in capo al mondo! –

- Tama-chan, guarda che suo fratello sta solo a casa di Ichigo-chan v_v””… -

- Appunto Patasgnao, per cui metti in moto la cariola e partiamo! –

- Ma ti ho appena detto che non possiamo stare in tre su una moto>.< ! –

- E allora tu scendo e seguici a piedi*_*! –

- E chi guida? Tu non sai manco andare in bicicletta>_>! –

- Ohohoh, non ti preoccupare per me pucciolotto, guida Mokie ovviamente*__*v! –

Forse fu per quel motivo che, anche dopo due ore, di quei tre a casa Shirogane non ci fu traccia, sebbene l’appartamento distasse dal cinema solamente dieci minuti… a piedi-_-””…

 

E intanto Cyber aveva fatto il giro del parco, delle gelaterie e persino dei pub, ma di quella dannata mocciosa manco l’ombra.

Accidenti a lei!

Poi però…

- Ma si può sapere da che cavolo di parte è casa mia?!? –

Una voce.

- Uffaaaaa… -

Eccola!
L’aveva trovata!

Il cyborg si voltò dalla parte da cui aveva sentito provenire la voce della quindicenne e percorse gli ultimi metri che li separavano a lunghe falcate, fino a trovarsi proprio di fronte alla ragazzina.

- Cyber! – esclamò lei quasi con le lacrime agli occhi per aver finalmente trovato qualcuno di familiare in mezzo a quelle vie dalle apparenze tutte uguali.

- Sei-Una-Cretina! – le sibilò lui rifilandole un sonoro pugno sulla testolina.

- Ahio>_>! Ma quale cretina! Mi ero persa, ok? –

- Ma come fai a perderti a dieci metri da casa, idiota?! – urlò lui spazientito, mentre Ichigo si guardava intorno notando solo in quel momento che, in effetti, l’insegna della tabaccheria alla sua destra le era alquanto familiare, come il negozio di videogiochi all’angolo…

Thò!

Cyber aveva davvero ragione! Si trovava veramente a pochi metri da casa!

Guarda te che caso!

- Oh, è vero ò.o… - constatò allora la ragazzina prima di ricevere un altro colpo in testa dal cyborg.

- Almeno la prossima volta abbi la decenza di avvertirmi! –

- Uffaaaa, mica l’ho fatto apposta, credevo di metterci cinque minuti ç.ç… - si lamentò lei mostrando uno sguardo pentito, ma tanto, tanto pentito, talmente tanto che Cyber dovette rassegnarsi alla sua stupidità lasciandosi sfuggire un lungo e profondo sospiro. E Ichigo ghignò sotto i baffi.

- Ora andiamo, fa freddo qui. – borbottò quindi lasciando cadere con noncuranza la propria giacca sul capo della ragazzina, giacca troppo grande per lei, sembrava persino un pinguino imprigionata in quell’indumento, ma almeno bastava per riscaldarla in una serata ormai gelida.

- Uhm… grazie -///-… - bisbigliò superando il cyborg per precederlo sul percorso verso casa.

Lui la fermò passandole un braccio intorno alla vita e tirandola a sé per sussurrarle direttamente in un orecchio.

- Prova a farmi preoccupare così un’altra volta e non immagini cosa ti faccio. – la minacciò, approfittando poi del suo stupore per premere le proprie labbra contro quelle di lei ed affondare in un bacio. La sollevò anche, per non doversi abbassare mentre si dedicava a divorare la sua bocca e, sempre tenendola in braccio, la portò in casa tra i suoi “Dannato mettimi giù! Per chi mi hai preso, per una marmocchia?!” e i propri “Esatto, vedi che allora anche tu puoi arrivarci se ti impegni?”

A quel punto sembrava tutto andare per il verso giusto.

Aprì la porta dell’appartamento lasciando finalmente a terra la ragazzina e…

E fu l’Apocalisse ad attenderli!

Alister e Tama erano seduti a cavallo di una moto piazzata in bilico in mezzo alla finestra, tra schegge di vetro sparse un po’ ovunque urlavano come ossessi affinché qualcuno li salvasse.

Seduto sul pavimento a battere le manine a quello spettacolo c’era Mokuba indenne e divertito.

Sul divano si trovava uno Yugi su cui ignoti avevano scritto in pennarello nero scritte quali: “Seto e Fuumattola, la coppia più bella del mondo*-*v” o “Tappo, portami domani i soldi che ti ho chiesto o ti faccio ingoiare il tuo puzzle èOév!” o ancora “Siete tutti invitati al mio matrimonio con Setucciopicuccio\*__*/”. Insieme a lui Lady cercava di consolarlo come meglio poteva mentre, tutto intorno, regnava il caos più completo.

Sedie rovesciate a terra, vasi Ming dal cattivo gusto fatti in mille pezzi, cristalleria sparsa ovunque e, in piedi in mezzo a tutto quello, gli unici due autori di una tale catastrofe.

Seto Kaiba, occupato a ricaricare di nuovi proiettili il suo revolver, comunque inutile visto lo spreco delle pallottole fino a quel momento; e Fuuma, il bersaglio del primo, che ottusamente si lanciava senza sosta in tentativi di abbracciare il ragazzo e quindi riempirlo di appassionanti baci d’amore.

A quello spettacolo ingrato Ichigo quasi svenne, iniziando poi ad urlare sguaiata verso quei due sciagurati.

- Ehy voi due dannati, non potete giocare agli amanti indiavolati senza distruggermi casa?!? –

- Ma quali amanti, mocciosa idiota?!? –

- Ehy tu, non darle della mocciosa idiota… Soltanto io posso èOé! –

- Grazie tante Cyber, cosa farei senza di te=_=… -

- Probabilmente la stessa cosa che farei io senza Setonzolo*__*! Per cui vedi Seto-kun, siamo destinati a stare insieme e amarci per l’eternità*__*v! –

- Ma cosa centra questo, imbecille é__è?!? –

- Niente, ma suonava bene, vero Gugulì*__*? Bè ò.o? Gugulì O.o? Wè, dannata ascoltami invece di sbaciucchiarti con Lattina é_è! –

- Eh O///o? Cosa O///O? Chi mi cerca XD? –

- Tsk -///-! –

Fu così, tra un simpatico insulto e l’altro che la festa di Halloween ebbe inizio.

Insieme uscirono alla notte delle maschere, degli spettri e dei mostri. Si aggirarono per le vie facendo onore al giorno in cui il culto dei pagani si trasformava in festa e bussarono di porta in porta.

Se ne aprirono tante.

Allora le voci dei ragazzi si univano in un’unica voce che prendeva sfumature seccate e disperate, ma anche infantili e gentili, e poi allegre, e atone e infine, soprattutto, folli.

- Trick or treat? -

E il sorriso si dipinse sulle labbra di tutti, anche su quelle di un cyborg, fatto di latta e chip, che stringeva la mano in quella di una ragazzina…

 

THE END… OR NOT?

La porta si aprì proprio mentre la combriccola esclamava in coro la consueta frase: “Dolcetto o scherzetto?”.

Alla vista della figura che comparve sulla soglia però i sorrisi si spensero e gli “Oh, cazzo…” si sprecarono.

- Amici, ma che splendida, adorabile sorpresa! Che felicità! – squittì con voce femminile e gaia mentre il suo sguardo inverosimilmente mieloso li abbracciava tutti.

- E’ molto bello quello che state facendo, portate la gioia alle porte a cui bussate. È chiaro che il legame che vi lega è saldo e non si spezzerà mai! E blablablabla… -

- Ohi bagarospi, smammiamo di qui prima che sta deficiente mi obblighi a spaccarle quella testa da Hamham-friends! –

- Fuuma ha ragione, via di qui o ci chiederà perfino di aggregarci a noi! –

- Bene baghina, allora gambe in spalla! –

- Cyber, portami in spalletta, su schiavo, che sono stanca*_*! –

- Ma se fino ad un attimo fa saltellavi come un canguro! –

- Ragazzi facciamo presto però non vorrei che Anzu ci seguisse per davvero… -

- Ehy, a-aspettatemi… Non lasciatemi indietro! –

- Allora spicciati Mutou e muovi quelle gambette! E tu dannata femmina smettila di appenderti alle mie spalle!!! –

- Fuuma mi sa che sta parlando con te… -

- Sì, sì, Lady, ma ora non mi disturbare che sto cercando di abbarbicarmi sul MIO Seto. –

Alla fine scapparono tutti mettendosi in salvo…

E anche per quell’anno Halloween passò…

 

THE END… OH, NO… WAIT…

- Ragazzi dove siete tutti ç__ç??? Io sono rimasto indietro ç///ç… -

- Oh, Yugi, il mio più caro amico… prometto che il legame della nostra solida e splendente amicizia non si spezzerà mai! –

- Noooooo T____T!!! –

 

THE END!

|

 

Note extra-super-mega in ritardo: La serie: Oltre quella owia di YGo, ho scritto “Shake the Rules” perché sono solita dare nomi (scemi e non X3) ai gruppi di persone realmente esistenti che frequento e su cui scribacchio. Quindi, dopo le Koirai, dopo le CLT (Crazy Lazy Tomboys) e dopo le Storie di Dee e coccolami v.v… arriva la serie di “Shake the rules”, prossimamente al cinema*__*v!

Disclainerms: I personaggi di YGO sono © degli aventi diritto, Cyber (Un cyborg a immagine e somiglianza di Seto v.v) è un personaggio inventato da Rapan nella sua doujinshi Cyber Trance, mentre, gli altri personaggi come una certa Fuumattola XD, Ichigo, Tama-chan e Lady appartengono a loro stesse. Infine Raniye è © Toy Anderson, si tratta sì della mia amicozzola Atem ma è anche il pg di un’altra mia fic a lei dedicata.

Ultima cosa: La fic si è volutamente basata su un’idea di Ichigo Shirogane nel forum Dark side of th3 Moon. E se non ci siete stati, non sapete che vi siete persi raga XD!

Gentaglia un kix e Buon Halloween a tutti! E la prossima volta scriverò una fic in cui IO mi faccio Seto, mwahahaahah >XD! (Seto: Oddio… aiutooooo O___O…)

 

-Commento dell'Autore-

OMG… Da non credere, alla fine l’ho davvero fatto… e l’ho persino pubblicata ò.o… Gentaglia temo che questa fic abbia tutte le caratteristiche di una Mary Sue ò.o… Shockante che io l’abbia scritta o.o… Ma chi se ne frega, tanto è una ficcetta corta corta e un po’ schifida (un po’ tanto purtroppo^^) giusto per dire che anche quest’anno ho writtato qualcosa per Halloween XD! I disclaimers li ficco infondo o si scoprirà già da subito il mio piano diabolico, anche se in realtà è piuttosto intuibile già dalle prima dieci righe della fic XD.